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Vaccinazioni e la colpa di essere cittadini comuni

Vaccinazioni

Mario Draghi lo aveva detto: ci sono ritardi nelle vaccinazioni alle persone che hanno più di ottanta anni che non sono giustificabili. Ci sono regioni, parole del presidente del consiglio, che «trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale». Parole gravissime che denunciano il vizio tutto italiano di privilegiare i… privilegiati. Le caste, piccole o grandi che siano, ma comunque influenti.

 Non sappiamo se Draghi, mentre pronunciava quelle parole, avesse in mente anche la Regione Puglia. Sta di fatto che la Puglia è agli ultimi posti in Italia per somministrazione di vaccini agli ultra ottantenni. Fino a qualche giorno fa eravamo quart’ultimi, per l’esattezza, ad aver completato il ciclo vaccinale alle persone più anziane, con una percentuale del 14,4%, seguiti in peggio solo da Calabria, Toscana, Sardegna. Certo resta da vedere se il problema è nelle poche dosi arrivate o in eventuali inefficienze organizzative. Nel mezzo di queste cifre comunque sconfortanti rimbalza la notizia della vaccinazione di massa effettuata ai sacerdoti della diocesi di Taranto e Castellaneta. Categoria a rischio? Mah… Probabilmente lo è molto di più chi lavora in un supermercato: lavoratori costretti ad essere a contatto con un viavai di gente per fornire servizi davvero essenziali.

L’amara sensazione è che in questo Paese, e la Puglia e Taranto non fanno eccezione, il vero problema sia essere cittadini comuni, non appartenere a caste e categorie privilegiate, non avere la possibilità di alzare la voce come hanno fatto i magistrati, non essere parenti di presidenti di commissioni antimafia, non essere furbetti come certi giornalisti-moralisti che però, appena si è presentata l’occasione, si sono infilati nella coda giusta per farsi infilzare nel braccio l’ago miracoloso. Tutte eccezioni buone per saltare la fila. Bisogna aver fede perché questo andazzo cambi. Aver fede, già. Ce lo insegnano i preti. Loro hanno dato l’esempio: hanno avuto fede in Astrazeneca.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile