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“Il Covid si può curare a casa con terapie adeguate ed efficaci”

Luca Poretti

Nel solo periodo compreso tra ottobre a marzo ho seguito, con felice esito, 180 casi di covid-19, dei quali una cinquantina con visite domiciliari in quanto residenti a Taranto; solo per tre di loro è stata necessaria l’ospedalizzazione.

Gli ammalati erano sparsi infatti in tutt’Italia e i più lontani erano del Piemonte: una famiglia di sei persone. Tutto questo fatto gratuitamente e rendendomi disponibile alle loro telefonate a qualsiasi ora, anche in quelle notturne, e contattando io stesso, se necessario, i pazienti più problematici”. A parlare è il dott. Luca Poretti, medico di base tarantino, fra i tanti aderenti all’iniziativa della pagina facebook nazionale “Terapiadomiciliarecovid19” promossa dall’avvocato napoletano Erich Grimaldi, che continua a raccogliere quotidianamente l’offerta di collaborazione di tante figure professionali del mondo della sanità per la cura e il supporto psicologico dei malati di Covid-19 e dei loro familiari.

“Eroi? Ma no, preferiamo definirci guerrieri, che contribuiranno a far vincere la battaglia contro questo virus che ci ha sconvolto la vita e che se affrontato tempestivamente e con cure adeguate avrebbe causato danni ben inferiori, soprattutto a livello di mortalità” – afferma il dott. Poretti. Egli spiega che il gruppo facebook è sorto proprio per affermare e incentivare le cure domiciliari, al di là del protocollo imposto dall’Aifa (“tachipirina e vigile attesa”), sospeso recentemente dopo ricorso di numerosi medici al Tar per la sua evidente inefficacia. “Con adeguate quanto semplici terapie effettuate a casa, avremmo evitato di ingolfare i reparti ospedalieri e le sale di terapia intensiva e di rianimazione, con medici e infermieri stressati da turni di dodici ore perché in numero insufficiente per i tagli alla sanità degli anni passati– dice il dott. Poretti, aggiungendo che si è tardato inoltre a valutare correttamente le conseguenze del Covid-19, che già circolava in Italia sin dal mese di dicembre sotto forma di influenza particolarmente resistente alle normali cure, come ha constatato personalmente come medico di base.

“La malattia – spiega – può essere curata sin dai primi sintomi e senza attendere l’esito del tampone, con iniziale trattamento a base di antinfiammatori (aspirina), passando poi agli antibiotici e, nei casi più gravi, a cortisone e iniezioni di eparina. Ovviamente la terapia va commisurata all’età e alle condizioni di salute individuali, tenendo conto di patologie e allergie. Molto incide la capacità del medico di rassicurare, incoraggiare il paziente, invitandolo a non abbattersi, dato che tale stato d’animo diminuisce ulteriormente le difese immunitarie”. Il dott. Poretti insiste inoltre sulla importanza di un trattamento di prevenzione, migliorando il regime alimentare (gli obesi, come i diabetici, sono a rischio Covid-19): Vanno limitati i carboidrati (farinacei, latticini e dolci) a favore di cibi ricchi di proprietà antiossidanti a basso contenuto glicemico (frutta fresca, verdure e legumi), proteine (pesce, uova e carne bianca) e grassi polinsaturi (olio extravergine di oliva e frutta secca in quantità moderata).

Molto consigliato, inoltre, l’uso di vitamina C e D unitamente a una buona pratica di attività fisica (almeno la passeggiata a passo svelto). “Dovremmo stare maggiormente all’aria aperta, possibilmente lontani dai fumi del traffico – dice – Non mi è sembrato infatti opportuno chiuderci tutti quanti in casa così a lungo, indebolendo così il nostro sistema immunitario e portandoci spesso alla depressione, altra fonte di rischio. Dobbiamo infatti riempirci di positività e di ottimismo per combattere meglio la battaglia contro il virus. Altrimenti gli strascichi psicologici che porteremo con noi al termine della pandemia saranno assai pesanti”.

Secondo il dott. Luca Poretti quest’estate potremmo uscire definitivamente fuori dalla pandemia, grazie alle temperature più elevate e al diffondersi delle cure domiciliari, unitamente ai vaccini. “In inverno il virus potrebbe anche tornare, ma (se abbiamo fatto tesoro dell’esperienza) sarà più controllabile, senza i nefasti effetti finora registrati – dice – E, chissà, presto potremmo anche tornare a riabbracciarci: l’uomo è un animale sociale e non può restare così a lungo senza esternare concretamente, finalmente senza ‘bardature’, la propria affettività: non è naturale”. Da questo lungo periodo di coronavirus il governo dovrà intervenire incisivamente nelle politiche sanitarie. “Si dovranno rinfoltire gli organici negli ospedali, fortemente sotto dimensionati, attuando sia un turn-over sia un più adeguato collegamento con le facoltà universitarie– dice – Andranno anche ridefiniti ruoli e compiti dei medici di base, la cui età media in Italia è alquanto elevata e alle prese con imminenti cospicui pensionamenti, snellendo inoltre la burocrazia e restituendo centralità all’arte medica nel vero significato del termine. Questo consentirà una medicina più a misura d’uomo”.