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“Cancelliamo” l’abusivismo

TARANTO – Inizia con il tour nei mercati, la campagna contro l’abusivismo commerciale che, targata Confcommercio, ha adottato lo slogan “Legalità mi piace”. Diverse le iniziative in vista della Giornata di mobilitazione nazionale dell’11 novembre.
In questi giorni nelle aree mercatali della provincia l’associazione si sta attivando per sensibilizzare l’opinione pubblica. L’attività di volantinaggio è iniziata ieri da Massafra. Oggi la tappa al mercato di Talsano, mentre venerdì 8 novembre sarà la volta della Salinella. Sabato 9 ai Tamburi. Lunedì 11 novembre a Martina Franca, alla Fiera di San Martino.


Le locandine della campagna sono spuntate anche sulle vetrine dei negozi. Volantini sui quali campeggia la scritta “legalità” mentre sono depennati fenomeni quali l’abusivismo e la contraffazione, la criminalità. Così come cancellate sono le parole “frodi e sofisticazioni”, “mercato nero” e “pirateria”. Perchè “tollerare , consentire  e favorire questi fenomeni altera le regole del mercato e alimenta l’economia sommersa”. Le imprese chiedono rispetto scendendo in campo con la giornata di mobilitazione contro tutte le forme di illegalità diffusa.
“Legalità mi Piace è lo slogan che abbiamo adottato – spiega Giuseppe Covella, presidente provinciale degli ambulanti di Confcommercio – e che faremo girare nelle piazze e nelle strade delle città di tutta la penisola e nella nostra provincia per dare voce agli operatori delle imprese sane, che stanno legalmente nel mercato. Il nostro settore del commercio ambulante è quello che maggiormente viene penalizzato dagli abusivi, direi quasi che in alcune aree mercatali viaggiamo su binari paralleli, con la differenza che noi commercianti in regola paghiamo le tasse, e tutti gli oneri connessi allo svolgimento della nostra attività, per loro invece, tolto il costo della merce, il guadagno di una giornata di mercato resta quasi netto. Molti nostri colleghi di alcune aree mercatali storiche del capoluogo e di alcuni centri della provincia hanno preferito abbandonare i posteggi, perché non ce la fanno più a reggere la concorrenza di quelli che operano al di fuori delle regole”.  E’ quanto ad esempio accade a Taranto al mercato settimanale dei Tamburi, dove i posteggi vengono ormai svenduti per cifre irrisorie. Non va meglio per il  mercato settimanale Salinella (mercoledì e venerdì) che, sino a qualche anno fa ritenuto uno dei più floridi della provincia, registra addirittura un calo di affluenza del 50%  a vantaggio del mercatino delle pulci della domenica, nato per il settore del bric à brac ed ora invaso da 190 operatori di merci varie (alimentari e non) – non sempre con licenza, evidenziano da Confcommercio – più altri sparsi nelle aree attorno non asfaltate.
Se il capoluogo piange, la provincia non ride. “Nel mercato settimanale di Grottaglie: su 100 posteggi, un buon 20% è occupato da spuntisti (gli ambulanti ottengono l’assegnazione giornaliera dei posteggi liberi) se non addirittura da abusivi. A Manduria su 200 posti assegnati, almeno il 25% risulta libero sino a quando non viene occupato da chi capita. Al mercato di Massafra un paio d’ore dopo l’apertura arrivano carovane di abusivi specializzati in borse e scarpe di marchi contraffatti”.
Per non parlare poi di quanto accade per strada, agli angoli strategici di maggiore traffico o davanti ai negozi alimentari particolarmente frequentati: “vi è quasi sempre un trerruote che espone frutta e verdura” o, nelle zone centrali dello shopping, “a pochi metri dai negozi, ci sono tappeti di  capi di abbigliamento ed accessori, ovviamente taroccati”.
Un panorama dove legalità e abusivismo convivono in un contesto che l’associazione bolla come “di falso buonismo” e che “mette sullo stesso piano commercianti in regola, ambulanti abusivi talvolta piccoli, ma spesso anche ben organizzati con strutture semifisse”.
“Fenomeni – rimarca Covella – che alterano le regole del mercato ed alimentano quella economia sommersa che come noto ha alle spalle organizzazioni criminali che spesso gestiscono giri d’affari di svariati milioni. Tollerando l’anello finale di questo ingranaggio (l’abusivo) si consente a queste imprese malavitose di continuare ad arricchirsi”.