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In catene sotto il Municipio

TARANTO – Consigliere comunale e operaio della Marcegaglia: in catene sotto il Municipio. Stamattina Aldo Renna ha deciso di tener fede all’annuncio lanciato sabato dalle colonne di Taranto Buonasera.
Alle 9, davanti al portone di Palazzo di Città, ha chiuso con un lucchetto le catene che lo tenevano legato ad un paletto. Le ragioni della singolare protesta affondano le radici nell’annuncio, da parte dei vertici dell’azienda, di chiudere lo stabilimento tarantino.


“Anche l’arsenale rischia la chiusura – a spiegato il consigliere comunale del movimento Condemi a chi stamattina chiedeva i motivi della protesta. Ora basta. La mia iniziativa vuole essere un invito ai tarantini a “svegliarsi””.
Al fianco di Renna è posizionato un cartello che riassume quanto messo in atto questa mattina: “Taranto venduta. Immobilismo totale: onorevoli e sindacati tutti assenti. Non ci resta che piangere”.
“Nella nostra città si continuano a perdere, giorno dopo giorno, centinaia di posti di lavoro. Stiamo morendo ma chi ci rappresenta forse non se n’è ancora accorto, oppure fa finta”.
A parlare di emergenza lavoro in riva allo Ionio sono anche i Comunisti Italiani.
“Sembra una storia senza fine quella che riguarda la presenza sul nostro territorio delle poche aziende multinazionali qui rimaste. E’ un elenco che colpisce, quello che ci riguarda da qualche anno. Prima Miroglio, poi Natuzzi, Vestas ed in ultimo Marcegaglia che ha annunciato la chiusura a Taranto del suo stabilimento con il licenziamento di 140 lavoratori per il 18 novembre prossimo. Certamente l’elenco continuerà – dicono dalla Federazione. Interventi pubblici sinora hanno consentito la loro sopravvivenza qui da noi per ridurre i costi del prodotto e garantire i profitti dell’impresa”. I Comunisti Italiani sono vicini “a tutti gli operai e cittadini che pagano costi altissimi non ad una congiuntura economica che prima o poi, si afferma, dovrebbe passare, ma, a un modello economico e sociale profondamente ingiusto che va cambiato radicalmente. Siamo vicini a quell’esercito di giovani che va via impoverendo ulteriormente la nostra terra ed il Mezzogiorno d’Italia”.