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“Sbagliato l’arresto di Leone”

TARANTO – Annullamento senza rinvio. Tradotto dal gergo giuridico vuol dire essenzialmente che quell’arresto, quello di Francesco Leone, non doveva essere eseguito.
E’ la decisione della Cassazione, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Nicola Nibbio. Un verdetto per certi versi sorprendente, quello con cui la suprema corte ha accolto il ricorso del collegio difensivo composto da Enzo Sapia, Luigi Esposito e Pietro Putignano. La Cassazione ha annullato l’arresto per quanto concerne le contestazioni di omicidio, tentato omicidio e detenzione d’arma da fuoco per Leone, e di favoreggiamento per due donne.


Leone ad ogni buon conto resta in carcere, perchè gli viene contestato anche un episodio di spaccio.
Solo pochi giorni fa Leone era stato rinviato a giudizio per il delitto di Tramontone; il processo, ovviamente, resta in piedi. Il rinvio a giudizio è stato decretato dal gup del Tribunale su richiesta del pm inquirente, dott.ssa Ida Perrone. Leone, che sarà processato dai giudici della Corte d’Assise a partire dal prossimo febbraio, fu fermato dai carabinieri del Nucleo investigativo il 26 marzo scorso. Secondo l’accusa sarebbe stato il 27enne tarantino il 2 agosto del 2012  a esplodere i colpi di pistola che centrarono il 48enne Nicola Nibbio, il quale si trovò nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
L’omicidio nella piazzetta situata all’interno del complesso di palazzine in via Mediterraneo, a Tramontone. Il movente del delitto è stato accertato grazie ad indagini di tipo tradizionale avviate dai carabinieri di Taranto i quali hanno acquisito informazioni secondo le quali si era creata una spaccatura degli equilibri tra due famiglie criminali per il controllo delle attività legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo gli investigatori Nicola Nibbio sarebbe stato colpito da un proiettile esploso da Francesco Leone, in quanto si era frapposto tra quest’ultimo ed il vero bersaglio, un elemento contiguo al gruppo rivale, che scampò all’agguato e si diede alla fuga. In  via Mediterraneo piombarono i carabinieri della Compagnia di Taranto e del Nucleo Investigativo del Comando provinciale e i loro colleghi della Sezione Investigazioni Scientifiche. La vittima morì subito dopo il ricovero all’ospedale “Ss. Annunziata”.