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Vestas ritira i licenziamenti. Salvataggio per i 120

Rientrano i licenziamenti e i 120 dipendenti della Vestas possono tirare un sospiro di sollievo. E’ la notizia più importante arrivata ieri sera da Roma, dove, al ministero per lo sviluppo economico, è stato firmato l’accordo tra le parti.

Tecnicamente, la multinazionale dell’eolico ritira la procedura di licenziamento collettivo legata alla chiusura dello stabilimento Nacelles per la produzione di turbine (decisione che resta invece confermata).


Contestualmente si attiva la procedura di cassa integrazione per 12 mesi rinnovabile per altri 12.

Attraverso un piano di riorganizzazione in 40 verranno ricollocati a stretto giro nelle altre due aziende del gruppo presenti su Taranto, ovvero Blades e Italia. Per il resto si apre la prospettiva della riqualificazione professionale legata alle nuove produzioni.

Soddisfatti i sindacati dei metalmeccanici. Così Panarelli (Fim Cisl): “Adesso ci saranno qui a Taranto incontri di merito per mettere in pratica l’accordo; non è escluso, anzi è immaginabile, che Vestas possa aprire un discorso di mobilità volontaria incentivata. La cosa importante è che siano stati scongiurati i licenziamenti. Era quello che cercavamo dall’inizio, ovvero la cassa finalizzata ad un piano di investimenti o riqualificazione”.

Per l’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli “il punto di svolta riguarda gli aspetti di investimento sull’altra attività presente in territorio jonico, l’assemblaggio di pale eoliche, e le ricadute occupazionali. Attraverso una proposta estremamente articolata, il gruppo Vestas ha offerto alle parti sociali innanzitutto un investimento di quasi dieci milioni di euro per lo sviluppo della produzione di pale V112 sull’altro stabilimento tarantino, Vestas Blades, capace così di ricollocare in breve temine una trentina di unità, oltre alla possibilità nei prossimi mesi di una ricollocazione di alcuni lavoratori all’interno delle imprese del gruppo. Possiamo ritenerci soddisfatti. Siamo tuttavia solo all’inizio di un percorso, che non potrà considerarsi concluso se non alla ricollocazione di tutti i 120 dipendenti”. Nell’intesa c’è un preciso impegno della Regione a supportare il percorso di riqualificazione dei lavoratori.

Resta aperto il capitolo Marcegaglia, l’altra vertenza dell’industria pulita che vede a rischio 134 lavoratori a fronte dell’annunciata chiusura. E’ stato convocato per il 21 al Mise l’incontro (l’azienda ha annunciato l’avvio della procedura per giorno 18, ma i sindacati fanno sapere che lo slittamento di qualche giorno non comporterà problemi).

L’obiettivo? “E’ quello di arrivare alla cassa non per cessazione ma per un discorso di ristrutturazione aziendale. In queste settimane potrebbe essere successo qualcosa nell’ottica di un avvicinamento dell’azienda e il fatto di aver fissato l’incontro per il 21 ci fa sperare; ci auguriamo che anche qui si possa trovare la giusta soluzione” conclude Panarelli.