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Il “trucco” dello specchietto ad un carabiniere, arrestati

Truffa dello specchietto: un uomo e una donna, divenuti lo spauracchio degli automobilisti di Taranto e provincia, è finita nella trappola dei carabinieri.

Forse l’avrebbero fatta franca per l’ennesima volta se non avessero preso di mira  una macchina condotta da un carabiniere fuori dal servizio e in forza alla caserma di San Giorgio Jonico. 

Il militare dell’Arma dopo aver udito un leggero urto allo specchietto lato guida della sua vettura,  non avendo constatato danni  ma notando lo specchietto dell’auto della coppia, rotto, e intuendo che poteva trattarsi di una truffa ha allertato i suoi colleghi che stavano eseguendo controlli nella zona.


Con arguzia ha cercato di far perdere tempo ai due in quali nel vedere in lontananza il sopraggiungere della “gazzella” dell’Arma si sono rimessi in macchina dandosi alla fuga in direzione Grottaglie.  Una pattuglia di San Giorgio Jonico ha inseguito la vettura dei fuggitivi  e i loro colleghi della stazione di Grottaglie l’ha poi bloccata . I due sono stati trovati in possesso di un rotolo di plastica rigido utilizzato per “urtare” gli specchietti delle auto.  I carabinieri hanno scoperto che avevano già compiuto truffe lo scorso anno in provincia di Arezzo. Ora stanno indagando per accertare se siano gli stessi che sono entrati in azione anche nel capoluogo jonico.

Una truffa praticata da tempo ma che continua a mietere vittime.

Uno degli ultimi episodi si è verificato a Talsano.

Nelle settimane scorse a raccontare la disavventura un pensionato di 65 anni che ha scritto a Taranto Buonasera per mettere in guardia i tarantini.

“Percorrevo con la mia auto via D’Ayala a Talsano, ad un tratto, proprio davanti ad una palestra che si trova in quella strada, ho avvertito un rumore e subito dopo lo specchietto retrovisore destro si è piegato. Non c’erano spazi ristretti da far pensare che il mio specchietto potesse aver urtato qualcosa – racconta il “nostro” – comunque, dopo qualche metro, vedo un’auto che mi segnala con le luci e subito dopo mi affianca, alla guida c’era un tipo dall’aspetto poco raccomandabile, di lui ricordo un accento tipicamente calabrese, labbro leporino, bruno, sui 35 anni. Sul sedile posteriore una ragazza. Senza mia scendere dall’auto (sono uscito io dalla mia e gli sono andato incontro) questo “signore” mi ha fatto notare che con il mio specchietto ho urtato quello della sua auto, per questo dovevo pagarli il danno”.

Al malcapitato è stato “consigliato” di evitare “di sistemare la cosa con l’assicurazione in quanto sarebbe aumentato il premio e poi lui non era residente Taranto ed il giorno successivo doveva partire per Padova. In pratica mi è stato detto che mi conveniva saldare “pro manibus””.

Il truffatore “ha estratto dal cilindro” una ricevuta che attestava l’acquisto ed il montaggio di uno specchietto che gli avevano sostituito il mese precedente. Costo dell’intervento: 200 euro.“Ero molto confuso – spiega il pensionato – pensavo di essere stato davvero io ad aver urtato il suo specchietto.

Per questo gli ho chiesto di seguirmi con la sua auto sino alla banca dove ho prelevato 200 euro per “saldare il danno”.