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Scandalo Asl: tremano aziende e consiglieri. Anche a Taranto

Appalti nella sanità regionale: si accendono i riflettori delle procure pugliesi. Tra queste, anche Taranto.

Potrebbe sfociare in un autentico terremoto il caso Manutencoop, scandito dieci giorni fa da 22 arresti disposti dalla magistratura di Brindisi.

La Manutencoop di Bologna non è un’azienda come le altre. Coop legata alla Lega della Cooperative e che fattura 1 miliardo di euro l’anno, è stata attiva in 6 grandi appalti in tutta la Puglia, dal 2010 al 2011.

Uno di questi, un global service da 57 milioni di euro, è stato affidato dalla Asl di Taranto.


Una goccia nel mare, stando a quanto sarebbe emerso ascoltando le telefonate, e la microspia che aveva in macchina, di Mauro De Feudis, il funzionario commerciale di Manutencoop arrestato. Una controllata di Manutencoop, la Smail, fino al 2010 ha gestito l’appalto della pubblica illuminazione al Comune di Foggia: due assessori della giunta Mongelli sono indagati per turbativa d’asta, insieme al consigliere regionale Giovanni De Leonardis: la Finanza li ha denunciati per aver minacciato il sindaco, prefigurando il licenziamento dei dipendenti se non avessero ottenuto la proroga.

Si parla anche di appalti in cambio di assunzioni, in relazione alle due commesse che Manutencoop gestisce a Brindisi. Le richieste di posti di lavoro “si riverberano inequivocabilmente sulle casse già disastrate dell’ente”.

De Feudis lo spiega così, parlando al telefono con un amico: “Scusa… Tu mi passi i nominativi, mi dici questo e ha bisogno, quest’altro. . . Con tutta la buona volontà, però se mi togli le ore io questi come cacchio li faccio lavorare scusa eh?”. Un ragionamento che emerge più volte anche nei colloqui tra De Feudis ed un consigliere regionale. “No lo so, ma perché tu l'unica cosa che voi alla fine chiedi è quella, non chiedi altro”. E il politico: “Non penso sia reato fare delle segnalazioni insomma…”. Nel 2011 la procura di Brindisi aveva fatto accertamenti anche su un maxi-appalto da 142 milioni del Policlinico di Bari per la gestione delle centrali energia. Ed ora quelle carte sono state rispedite alla procura del capoluogo. Tremano in tanti, ora, in tutta la Puglia, tra aziende e consiglieri regionali.