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Scuola chiusa a Tramontone, genitori all’attacco

Bimbi senza scuola, parlano i genitori. “Siamo alle solite Corre l’anno 2013 e le scuole dei nostri figli ancora versano in condizioni pietose. Questo è quello che accade alla scuola dell’infanzia del quartiere Tramontone, precisamente al XXIV Circolo, dove, dopo 20 giorni di attesa, ancora non si vede la luce dopo l’allagamento provocato dalle piogge torrenziali che hanno afflitto la città nei primi giorni di novembre”.

Incredibile, ma vero.


“Anzi a dire il vero, parte degli alunni, precisamente quella che gode del servizio mensa, è già stata sistemata presso il plesso della scuola elementare, mentre gli altri bambini ancora sono a casa”. Con gli immaginabili disagi. “Questa situazione, ormai, inizia a pesare alle famiglie sia da un punto di vista logistico sia da un punto di vista economico, in quanto sono costrette o a iscriverli ad asili privati o a portarli come “pacchi” da parenti o conoscenti. Siamo arrivati al punto che ci sono alunni di serie A ed alunni di serie B? Spero proprio di no” commenta il rappresentante di classe del XXIV circolo Tramontone.

“Allora mi chiedo le istituzioni dove sono? Si parla molto ma si agisce poco; gli assessorati competenti, ad oggi, non hanno saputo dare nessuna risposta, o meglio, sanno solo dire che il Comune non ha soldi né per ripristinare il plesso, né per poter pagare rette in altre strutture per poter sistemare i bambini. E la sola risposta frequente è: stiamo lavorando per Voi. Se il motto rispecchia la “celerità” dei cantieri autostradali (vedi Salerno-Reggio Calabria), mi sa che siamo messi un tantino malaccio!”.

E dopo venti lunghi giorni di attesa è normale che questi siano gli animi.  “Qualche “genio” ha addirittura ammesso “ma questa non è la scuola dell’obbligo. Ma : Il diritto all’educazione e all’istruzione è sancito anche da Convezioni internazionali, come la Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’Onu”, giusto per ricordarlo a qualcuno. Nonostante questo, sempre in virtù del fatto che la scuola per l’infanzia non riveste il carattere di “obbligatorietà”, oltre a chiederci di iscrivere i bambini a scuola,  ci obbligano, per mancanza di fondi che si sono persi dei meandri degli sperperi e degli sprechi più totali a sovvenzionare la frequenza scolastica facendoci acquistare di tutto: dalla cassetta del pronto soccorso, alla carta igienica, ai colori, insomma dal materiale didattico alle dotazioni di base di una struttura degna di tale nome”. Quindi il risvolto che più tocca le coscienze.

“Siccome siamo nel periodo natalizio durante il quale tutti i bambini iniziano a fare attività propedeutiche, ad entrare in clima festoso, come imparare una semplice poesia, perché ai nostri figli non viene data questa possibilità? E se nella stessa classe ci fossero stati i figli dei nostri “adorati” Assessori, come l’avrebbero presa? Forse avrebbero già trovato una soluzione? Tutte queste domande dovranno trovare una risposta, quindi, da padre e da uomo, chiedo di trovare una soluzione a questo problema e a tutti i disagi che sono stati creati alle famiglie di questi bambini che colpe non hanno”.