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Tarantino strozzato dalle tasse, pronto a lasciarsi morire

TARANTO – “Sono pronto a ricominciare non appena migliorerà il mio stato di salute”.

Le tasse lo stanno uccidendo. Deve pagare 60mila euro a Equitalia. Rischia di perdere la casa ma lui è pronto a difenderla anche con lo sciopero della fame e della sete che ha cominciato a Natale ed interrotto (per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute) a Capodanno. Lorenzo Pirelli è uno dei tanti piccoli imprenditori che si trovano sull’orlo del baratro a causa della crisi economica.

“Quarant’anni fa ho lasciato l’Italsider dove facevo il riparatore elettrico per realizzare il mio sogno e cioè avviare un’azienda nel campo degli impianti elettrici civili e industriali e quindi creare nuovi posti di lavoro. Ma sono stato affossato prima a causa del mancato sviluppo del sud, poi dalla concorrenza sleale di quelli che lavorano a nero e, per finire, da questa tremenda crisi economica. Confesso di essere deluso e stanco”.

Lorenzo in passato ha scritto al Prefetto ed Procuratore per denunciare la sua insostenibile situazione e per far sì che siano riconosciuti i suoi diritti. “Con il blocco dell’economia la mia azienda se la passava male e allora ho iniziato a pensare che per evitare il fallimento dovevo evolvermi tecnicamente – dice Lorenzo – ho fatto molti corsi nel campo della telecomunicazione e ho speso molti soldi (oltre 100 milioni di lire) e tanti anni della mia vita per realizzare il mio sogno. Cominciava lo sviluppo delle ricezioni Tv sat e terrestre, si parlava di domotica e di fotovoltaico e allora ho contratto un mutuo per acquistare un furgone e nuova attrezzatura. La scuola di telecomunicazione che ho frequentato mi ha dato la possibilità di entrare nel gruppo degli installatori di Sky. Ho assunto un apprendista a tempo indeterminato poi una segretaria. Nel 2009 ero pronto a iniziare col fotovoltaico e mi ero riproposto di assumere un nuovo apprendista e un elettricista esperto ma, purtroppo, è arrivato il tracollo”.

Lorenzo era pronto ad eseguire diversi lavori ma all’improvviso sono arrivati gli avvisi di Equitalia per dei mancati o ritardati pagamenti all’Inps. “Sono riuscito ad avere un prestito di 25mila euro ma ho dovuto pagarne subito 23mila a Equitalia – aggiunge Lorenzo – così sono rimasto senza soldi, con un debito di 25mila euro, più interessi. Ora sono costretto a pagare 800 euro al mese. Ma non è finita qui. Equitalia mi ha inviato altri avvisi di pagamento per 60mila euro. Il rischio è che mi venga pignorata la casa in cui abito e che mi è stata donata dai miei genitori i quali l’hanno costruita con 40 anni di duro lavoro”.

E’ proprio per difendere quella casa che Lorenzo, a Natale, ha cominciato lo sciopero della fame e della sete. Purtroppo il sogno di Lorenzo potrebbe non avverarsi. Ha dovuto licenziare l’apprendista, rischia di perdere anche Sky perché non può più avere il durc, il documento di regolarità contributiva che attesta l’assolvimento da parte dell’impresa degli obblighi di legge.

“Ho perso i guadagni degli ultimi tre anni per il mancato lavoro nel settore del fotovoltaico e da pochi mesi lavoro da solo dopo 39 anni di sacrifici e senza aiuti da parte di alcun governo – attacca Lorenzo – gli ultimi mesi sono stati di miseria nera ma io non mollo. Sogno ancora di portare avanti un’azienda sana”. Fortunatamente Lorenzo ha deciso di interrompere lo sciopero della fame e della sete ma si dice “pronto a ricominciare non appena migliorerà il mio stato di salute”.

Solo un intervento delle Istituzioni potrà dare un futuro all’imprenditore “strozzato dalle tasse”.