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Il balletto dei Direttori generali, Scattaglia sulla graticola

BARI – Direttori generali delle Asl pugliesi: chi confermare e chi bocciare? “La valutazione sarà politica”. L’assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile, ha ribadito questo concetto anche nel corso del seminario dei consiglieri regionali del partito democratico svoltosi ieri allo “Sheraton” di Bari.

Seminario nel corso del quale sono stati affrontati diversi nodi: politici (interni allo stesso Pd, in vista dell’elezione della nuova segreteria regionale) ma, soprattutto, amministrativi. Della serie: come gestire il fine-mandato della giunta-Vendola. E fra i nodi di tutto rilievo c’è la sempre eterna questione-sanità.

In primo piano, dunque, la posizione dei direttori generali delle Asl di Puglia che resteranno col fiato sospeso ancora per qualche giorno, o anche più.  La decisione attesa per ieri, sulla conferma o meno degli incarichi conferiti due anni e mezzo fa, sarà resa nota presumibilmente la prossima settimana. La commissione incaricata di valutare l’operato dei direttori generali giunti a metà mandato, infatti, consegnerà all’assessore regionale alla Salute Elena Gentile, i risultati delle valutazioni solo nei prossimi giorni.

La giunta, in base a quanto sarà loro riferito, potrebbe decidere per un rimpasto dei vertici delle aziende ospedaliere, o propendere per la conferma di tutti. Ad attendere il responso ci sono Domenico Colasanto, già direttore generale dell’Asl di Taranto passato poi a Bari, il direttore generale dell’Asl “Bat”, Giovanni Gorgoni, Valdo Mellone, Paola Ciannamea e Fabrizio Scattaglia, rispettivamente direttori generali delle Asl di Lecce, Brindisi e Taranto. Alla Asl di Foggia il dg Attilio Manfrini ha assunto l’incarico nel febbraio del 2012, subentrando a Ruggiero Castrignanò: anche lui è sub-judice.

Per l’Asl di Bari il caso-Colasanto è legato anche alla vicenda giudiziaria relativa al caso della psichiatra uccisa al Centro di Salute Mentale. Colasanto, che ha ricevuto un avviso di garanzia per concussione, è stato sospeso per 60 giorni dal presidente della giunta regionale, Vendola. Sospensione che sta per scadere, mentre nel frattempo la difesa del manager avrebbe provato l’estraneità dello stesso Colasanto, che non avrebbe falsificato alcun atto, in particolare quello relativo al documento di valutazione dei rischi per il Centro di Salute Mentale.

Per tutti i direttori generali c’è il parere positivo delle conferenze dei sindaci, ma per tutti le criticità, sul piano tecnico-gestionale, sono  acclarate. Ed ecco allora che la questione si risolverà su un piano squisitamente politico, come appunto sostenuto dall’assessore Elena Gentile.

Per il dg barese Colasanto l’avvicendamento sembra quasi certo, come pure, a traballare, è il dg tarantino Fabrizio Scattaglia, al quale viene a mancare la “copertura” politica dell’on. Michele Pelillo, meno influente nello scacchiere regionale da quando è a Roma. Difficilmente, dunque, l’ex assessore al Bilancio potrà sostenere la conferma di Scattaglia, destinato al giro di valzer con gli altri colleghi delle Asl pugliesi.

Intanto, a proposito di Asl Taranto, da registrare una interrogazione del consigliere regionale Euprepio Curto, il quale chiede di attivare, dopo le opportune verifiche, le procedure di decadenza del consorzio Tra.D.A dall’appalto relativo al trasporto dializzati non allettati della Asl Taranto.

L’interrogazione è stata rivolta ai presidenti del Consiglio e della giunta regionale, Onofrio Introna e Nichi Vendola, e all’assessore alle Politiche della salute, Elena Gentile.