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Ilva, il commissario Bondi ora bussa alle banche

Enrico Bondi

Il commissario bussa a denari. E c’è da fare in fretta. Enrico Bondi, ed il governo, chiedono alle grandi banche di sostenere il piano di rilancio dell’Ilva.

Nel vertice di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico – si legge su Il Messaggero – l’uomo scelto dall’esecutivo per provare a salvare e risanare il siderurgico ha fatto trapelare l’orientamento di ottenere un supporto di circa 1,3 miliardi: una parte della somma dai principali istituti creditori dell’Ilva, e parte dalla famiglia Riva, tornata in gioco dopo che la Cassazione ha annullato il sequestro penale da otto miliardi di euro.

Nel corso della riunione, a cui hanno partecipato i numeri uno di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare, il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ha riferito che il Governo appoggia il piano di rilancio del gruppo e per questo e’ fiducioso in un sostegno da parte dei creditori. Bondi ha poi promesso un nuovo incontro sulla base del piano industriale 2014-2020 contenente gli investimenti da fare: la somma prevista ammonterebbe a 3 miliardi, di cui 1,8 per la bonifica ambientale; il conto per le banche dovrebbe essere di 1,3 miliardi.

Per assicurare le risorse necessarie al risanamento dello stabilimento, è quanto riporta Il Sole 24 Ore, è stato presentato anche un emendamento al nuovo decreto sull’Ilva: l’emendamento, del relatore di maggioranza Alessandro Bratti (Pd), chiede ai Riva di sottoscrivere l’aumento di capitale. L’ipotesi sarebbe stata anche prospettata da Bondi nel corso dell’incontro di ieri al Mise. L’entità dell’aumento di capitale, ha spiegato il sub commissario Edo Ronchi, sarà stabilita dalle banche e dall’Ilva: “A mio parere, credo che dovremmo pensare a un aumento di capitale intorno a 1,3-1,4 miliardi di euro”.