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Non ha una gamba. Gli negano il permesso auto

TARANTO – Non ha una gamba, ma secondo l’Azienda Sanitaria Locale questo non è un grosso limite per muoversi.

E’ la storia di Antonio Ferdinando Greco, che lotta per ottenere il tagliandino per il parcheggio riservato agli invalidi. Nel febbraio del 2013  Greco, imprenditore di Crispiano, è stato vittima di un agguato da parte di un suo ex dipendente.

Colpito dal proiettile di un fucile è stato ferito alle gambe, riuscendo a salvarsi grazie alla sua forza d’animo, bloccando l’emorragia con la cintura dei pantaloni. Questo però non è servito a salvare la gamba sinistra. In seguito, infatti, è stato sottoposto all’amputazione dell’arto inferiore sinistro e ad una parte della coscia.

Nei giorni scorsi l’imprenditore si è sottoposto a una visita di controllo per ottenere il contrassegno invalidi. La commissione però ha rigettato l’istanza del signor Greco sentenziando che “non ha capacità di deambulazione sensibilmente ridotta”.

L’imprenditore non accetta la decisione della commissione invalidi civili di Martina Franca: “Oltre il danno anche la beffa – dichiara Greco – non pretendo altro che quello che è un mio diritto. Questa protesi provvisoria che porto in attesa di stabilizzazione della ferita chirurgica, mi crea grosse difficoltà nel camminare per lunghi percorsi e nelle discese”.

Racconta così la sua visita: “La commissione, composta da cinque persone, non mi ha visitato. I dottori hanno solo visionato la mia cartella medica. Io ho scelto di presentarmi alla visita con la protesi e le stampelle, ma potevo anche utilizzare la sedia a rotelle. Con il cambio automatico nella macchina e con la protesi riesco ad essere autonomo, ma questo non significa che non ci siano le difficoltà legate a questa mia nuova condizione”.

Il sig. Greco è un uomo forte, che convive da un anno con il suo handicap, ma mantendendo la voglia di sorridere alla vita. “Non mi piace restare fermo sui problemi – conclude l’imprenditore – ma mi sento offeso come cittadino. Questo è un problema che riguarda tutti, si parla spesso di falsi invalidi e poi non si riconoscono i diritti di chi ha davvero dei problemi. Spero che il dipartimento di prevenzione delle invalidità civili dell’Asl di Martina mi dia una risposta, altrimenti procederò per  le vie legali”.