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La Corte suprema indiana ha rinviato ancora. Le proteste italiane

Sempre più delicata la situazione dei due Marò pugliesi bloccati in India in attesa di sentenza.

La Corte Suprema indiana ha chiesto al governo di trovare una soluzione entro due settimane allo stallo che sta ritardando il processo. In una breve seduta, durata una decina di minuti, i giudici hanno chiesto di "riconciliare il conflitto di opinione all'interno dell'amministrazione", rinviando l'udienza al 3 febbraio. Illustrando il ricorso davanti al tribunale numero 4, l'avvocato Mukul Rohatgi, che guida il team legale dei marò, ha denunciato il grave ritardo del caso.

Immediate le reazioni del Governo italiano.

"Tutte le opzioni sono sul tappeto, anche quelle più di pertinenza della Ue" nei confronti dell'India. Così Emma Bonino commenta il rinvio del caso dei marò deciso dalla Corte suprema. "Se a due anni dai fatti non si é neanche in grado di stabilire un capo d'accusa, é evidente che questa é una violazione di ogni idea di giustizia adeguata" ha detto, definendo "inaccettabile" l'applicazione della legge indiana sulla pirateria che comporterebbe "l'inversione dell'onere della prova".