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Ilva, al via gli screening gratuiti nelle aree a rischio

Mentre l’ultimo decreto Ilva si avvicina al traguardo (tra oggi e domani è attesa l’approvazione, ndr) arriva l’ok agli screening a Taranto.

Gli specialisti della Società di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) “plaudono alla scelta del ministro della Salute Lorenzin di promuovere gli screening gratuiti per la prevenzione oncologica nella popolazione della Terra dei fuochi in Campania e delle zone limitrofe all’Ilva di Taranto”.

Ma chiedono con una lettera al ministro di “contribuire a varare i migliori strumenti e le più efficaci modalità di attuazione degli screening sul territorio”, sottolinea il presidente della Siti, Michele Conversano.

“Sono da considerare alcuni elementi – avverte Conversano – quali la molteplicità delle patologie correlabili ai fattori ambientali, il fatto che queste possono essere legate direttamente e indirettamente all’inquinamento (del suolo, dell’aria e dell’acqua), e che non per tutti esiste, da un punto di vista scientifico, la possibilità di individuare protocolli di indagini diagnostiche che abbiano le caratteristiche di esami di screening”.

“In entrambi i contesti territoriali – scrive Conversano, che è anche direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Taranto, nel messaggio alla Lorenzin – occorrerà nel prossimo futuro affrontare e risolvere le annose problematiche legate all’organizzazione delle campagne di screening, punto nodale (e, purtroppo, spesso dolente) in quanto decisivo per svolgere azioni di sanità pubblica dotate di efficacia”. “In tal senso aggiunge – sono da prendere come esperienze positive di riferimento le politiche di prevenzione e le scelte organizzative già adottate in altre Regioni, come il Veneto che ha affidato ai Dipartimenti di prevenzione la gestione degli screening oncologici e nei confronti di altre patologie cronico-degenerative".

"Tra l’altro, è proprio alle iniziative intraprese da quest’ultima che si è ispirata la Asl di Taranto allorchè – conclude Conversano – ha deciso di dare avvio a programmi di sorveglianza delle malattie cardiovascolari e respiratorie che, oltre che essere fortemente influenzate dall’inquinamento, restano comunque la prima causa di morte nella popolazione”.