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Marò, l’impegno del Consiglio regionale pugliese

BARI – Libertà per i marò, il tarantino Latorre ed il barese Girone.

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ha inviato al presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta ed ai ministri della difesa, Mario Mauro e degli esteri, Emma Bonino, l’ordine del giorno unitario urgente, sottoscritto dai componenti dell’Ufficio di Presidenza e dai presidenti dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza.

Nella nota inviata a Palazzo Chigi, a via XX settembre e alla Farnesina, l’intero Consiglio regionale pugliese, Introna ricorda che il documento unitario “invita il Governo nazionale ad assumere ogni iniziativa atta ad assicurare la libertà e la dignità dei due sottufficiali della Marina Militare e l’onorevole soluzione di un caso internazionale che si protrae da quasi due anni, contro ogni norma convenzionale internazionale e contro il diritto fondamentale ad un processo equo”.

Nell’ordine del giorno si ribadisce “la vicinanza dell’intera Comunità pugliese ai fucilieri del Reggimento San Marco della Marina Militare, il capo di prima classe Massimiliano Latorre, tarantino e il secondo capo  Salvatore Girone, barese, da due anni soggetti alla giustizia in India, prima nello Stato del Kerala ed ora davanti alla Corte Suprema federale, per eventi accaduti il 15 febbraio 2012, senza che da allora, per quasi due anni, nessun tribunale indiano abbia completato le indagini sul caso e individuato formalmente i capi di imputazione contro i due marò italiani”. “Solidarietà e affetto fraterno ai familiari”, si legge ancora.

E poi si denuncia “l’ingiustificato, allarmante e inaccettabile sovrapporsi di notizie da fonti disparate in India, che fanno intravedere la possibilità che i militari italiani siano sottoposti a un processo che prevede la pena di morte, per atti di pirateria e terrorismo”.

L’invito al governo nazionale è “ad attivarsi ad ogni livello internazionale e presso tutti i canali diplomatici, perché le Autorità indiane facciano immediata chiarezza sul caso e ai due marò venga restituita quanto prima la dignità umana e la libertà personale, a disertare, in segno di ferma protesta, le celebrazione della Giornata nazionale dell’amico popolo indiano il prossimo 26 gennaio; a far pervenire al primo ministro indiano Manmohan Sing, attraverso l’ambasciatore della Repubblica dell’India in Italia, una nota ufficiale con la quale si motiva la mancata partecipazione, quale manifestazione dei sentimenti di indignazione e sofferenza degli italiani per il protrarsi senza fine di una situazione incomprensibile”.