x

x

Confindustria chiede: “Qui i lavori della Concordia”

“Ci sono tutte le condizioni per partecipare ad una partita complessa e ambiziosa ma non per questo impossibile: per Taranto una scommessa pari a 500 milioni di investimenti, che assicurerebbe per almeno due anni centinaia di posti di lavoro diretti e indiretti”. Lo sostiene la Confindustria tarantina, secondo la quale “Taranto è fra le realtà italiane candidate allo smantellamento della nave da crociera Costa Concordia”.

Un’idea buona, forse, per guadagnare un titolo sui giornali, ma tardiva ed irrealizzabile. Primo, perchè se la Confindustria si fosse informata come abbiamo da tempo fatto noi, saprebbe che la Concordia è ‘rifiuto industriale non pericoloso’, e come tale la sua gestione per legge è di competenza della Regione Toscana; secondo, perchè l’Ilva non può rinunciare per 12-16 mesi al molo dove attraccano le sue navi per il carico e lo scarico dei materiali.

Confindustria Taranto, si legge nella nota arrivata in redazione in collaborazione, “con lo Studio dell’ing. Severini, autore di un apposito progetto studiato ad hoc per l’operazione, complessa sia per tipologia che per dimensioni del relitto (ricordiamo che la nave affondata due anni fa all’isola del Giglio è lunga circa 290 metri e larga circa 63), ha inoltrato apposita richiesta, preventiva all’offerta vera e propria, alla società londinese che si occuperà di individuare l’impresa o la cordata imprenditoriale più idonea alle operazioni di smantellamento”. A candidarsi per la realizzazione del progetto redatto sono la società consortile Smart Area (diretta emanazione di Confindustria Taranto), lo stesso Studio Severini ed una società partner straniera leader nel settore.

Per Taranto, dice l’associazione degli industriali, “si tratterebbe di una scommessa pari a 500 milioni di investimenti, che andrebbe ad assicurare per almeno due anni centinaia di posti di lavoro, più o meno 600 secondo le prime stime ma con un indotto non calcolabile se si tiene conto delle operazioni a valle dello smantellamento vero e proprio della nave”.