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Il caso “Archita”, la delibera pronta ad andare in giunta

L'Archita di Taranto

Tanto tuonò che piovve. O quasi. E’ pronta per approdare in giunta la delibera sulla rescissione del contratto con il consorzio di imprese aggiudicatario dei lavori di ristrutturazione di Palazzo degli Uffici. Dopo il sospetto di infiltrazioni mafiose e l’informativa della prefettura di Roma, dovrebbe quindi essere vicina la decisione del Comune di Taranto.

A suonare la sveglia all’ente civico accusato di un “troppo prolungato silenzio” sulla vicenda, nei giorni scorsi è stata anche l’associazione Aldo Moro composta da ex studenti e prof del liceo Archita. Gli stessi che, di fronte all’ennesimo stop ai lavori, non sono rimasti a guardare: urge la messa in sicurezza dell’edificio esposto alle intemperie a causa della rimozione del tetto sostituito da una copertura in plastica che non fa star tranquilli e che espone a rischi di deperimento anche il patrimonio di libri e l’archivio del liceo Archita. Proprio a salvaguardia della biblioteca e dello stesso Palazzo, tra i più imponenti del borgo umbertino, si sono levate diverse voci. E’ arrivata dal Comitato per la qualità della vita, ad esempio, la proposta di spostare la biblioteca a Palazzo Amati. Un patrimonio di duemila volumi in parte trasferito nella succursale di via Pitagora.

Tra le richieste più urgenti, quella, rivolta dall’associazione Aldo Moro al Comune, “di superare reticenze e tentennamenti e procedere eventualmente alla rescissione del contratto col consorzio per individuare nuove soluzioni per la ripresa immediata dei lavori”. Perché, tra una falsa partenza e un nuovo stop, quel cantiere è fermo ormai da mesi; il Palazzo, imbacuccato e recintato, è tristemente abbandonato a se stesso. Al suo interno la vita si è spenta, le voci e gli schiamazzi degli studenti sono ormai relegati tra i ricordi. E sono proprio gli studenti d’un tempo che, diventati uomini e donne mature, oggi si sono riuniti nell’associazione “Moro” per sollecitare una soluzione che renda giustizia anche alla storia racchiusa in quel Palazzo oggi fatiscente.

Ma è possibile che con tutti questi soldi che il Comune spende e spande in consulenze, non si sia riuscita ancora a trovare una soluzione per Palazzo degli Uffici? Anche gli studenti di oggi, proprio loro della generazione che è facile catalogare come tutta internet e social network, non sono rimasti fermi e hanno ‘speso’  (tanto per rimanere in tema) un’intera giornata in piazza a gridare in prosa e in musica agli enti locali coinvolti – Provincia e Comune – che la ’loro’ scuola merita ben altra attenzione. Ecco, forse si potrebbe provare a chiedere a loro da dove iniziare, sicuramente la consulenza la offrirebbero gratuitamente e anche volentieri.