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Il bilancio del Procuratore: “Nessun allarme criminalità”

Nel 2013 nessun allarme sulla criminalità. Questo emerge dal resoconto operativo del Procuratore della Repubblica di Taranto Francesco Sebastio.

“Ci sono fatti di cronaca che tendono ad allarmare l’opinione pubblica – sostiene Sebastio – ma bisogna sempre pensare al lungo periodo. I reati non sono aumentati rispetto al 2012, questo è quello che ci dicono i dati numerici”. Il periodo preso in considerazione va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2013.

“Una nota negativa di quest’anno è la carenza del personale – dichiara il Procuratore – su 17 sostituti procuratori abbiamo iniziato l’anno con 4 unità in meno, 3 dei quali ora sono rientrate. Il nostro problema è poi la progressiva riduzione del personale civile. Basti pensare non ci sono concorsi per personale amministrativo da oltre 10 anni. In merito a questo farò una relazione agli organi ministeriali”.

Nonostante le deferenze di organico non si è registrato un aumento delle pendenze per i reati più rilevanti, ma addirittura una minima riduzione. “Per quanto riguarda i furti – evidenzia Sebastio – se nel 2012 sono 10.172, nel 2013 si riducono a 9.927. Nello specifico, i furti negli appartamenti sono stati 1.761 nel 2012 e 1.830 nel 2013. Le rapine invece sono state 293 nel 2012 e 279 nel 2013. Quindi, ragionando su una media annuale, ci rendiamo conto che i dati tra i due anni sono simili e non in aumento”.

Per quanto riguarda i reati di estorsione e di usura, il Procuratore sembra non fare completo affidamento ai numeri: “I dati emersi non sono rassicuranti – specifica Sebastio – perché il numero è contenuto, ma questo dimostra che non corrisponde alla verità. Le vittime dovrebbero collaborare di più con la giustizia. Per le estorsioni si registrano 136 casi nel 2012 contro i 78 del 2013. Per l’usura sono 39 nel 2012 e 29 nel 2013”. Per quanto riguarda i reati di stalking, Taranto conferma un fenomeno importante. “Nel 2012 ci sono stati 185 casi di stalking –conclude Sebastio – e nel 2013 184 casi. Questo significa che bisogna tutelare le vittime più deboli”.