Martedì la marcia su Roma di commercianti e artigiani

Il saldo tra chiusure e nuove aperture continua ad avere il segno meno. Le imprese tarantine preparano la marcia su Roma. Pullman organizzati partiranno stanotte alla volta della capitale per la manifestazione nazionale di Rete Imprese Italia che si terrà domani.

Lo slogan adottato per la mobilitazione è “Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”. E’ prevista la partecipazione di decine di migliaia di imprenditori provenienti da tutto il paese. A presentare l’adesione degli artigiani tarantini i dirigenti Cna, nel corso di una conferenza presso la sede in viale Virgilio.

“Le imprese artigiane attive nella città di Taranto sono 1.711 e nel 2013 si sono aperte solo 118 nuove imprese artigiane a fronte di 145 chiuse, nel commercio la situazione peggiora in quanto le imprese attive sono 4.442 di cui nuove iscrizioni 236 e cancellazioni 320. Come potete notare – è stato spiegato dai vertici dell’associazione presieduta da Gaetano L’Assainato – i saldi per Taranto sono solo “negativi” e la situazione economica della città e della provincia è sempre di più in fase di stallo e ci preoccupa questa estrema attenzione alla grande fabbrica e non all’economia parallela delle micro e piccole e medie imprese che sono la spina dorsale dell’economia ionica”.

Quindi, a sostegno della tesi, “la provincia di Taranto si conferma a vocazione occupazionale non industriale, una vera contraddizione se si pensa ai danni della grande industria ed al richiamo nazionale che ottiene chiaramente in negativo per la nostra area e per i nostri brand; basta leggere i dati degli occupati: nell’industria 17.363; nell’agricoltura 15.197 (in tutta la provincia); altri occupati (settore commercio, artigianato, pesca e  turismo, uffici, assicurazioni) 35.676”.

Poi, riprendendo i dati sull’occupazione: “Al 30 giugno 2013 la soglia degli occupati era di poco superiore al 50%, i disoccupati o inoccupati sono quasi il 45% in tutta la provincia. A risentire maggiormente, i giovani tra i 26 e 35 anni e gli over 40. La situazione più grave è quella dell’ex lavoratore autonomo che una volta chiusa la sua attività non trova spazio nel mercato del lavoro. La nostra provincia, dopo il danno d’immagine della questione Ilva, avrebbe bisogno di uno slancio e di una sferzata economica e mediatica non indifferente, è un’area che potrebbe ripartire solo con dei vantaggi fiscali straordinari come la no tax area e le zone franche urbane, avere fiscalità di vantaggio spingerebbe l’economia in avanti e scatenerebbe interessi di imprenditori ad investire a Taranto e provincia”

Non è l’unica spinta emersa dall’incontro servito a lanciare l’iniziativa di domani. “E’ necessario – per la Cna – che si crei una task-force  pubblico-privato capace di utilizzare ed intercettare tutte le fonti di finanziamento regionali, nazionali ed europee per la nascita di nuove imprese (start-up) e per il finanziamento di quelle esistenti”. Quindi il grido di dolore: “basta, non ce la facciamo più! Porteremo le imprese della nostra provincia a Roma il 18 febbraio, per dire che ci siamo, che esistiamo e che siamo stanchi”. Una chiamata alle “armi” degli imprenditori della provincia ionica quella arrivata dai vertici della confederazione che hanno tenuto a precisare: “Noi non agitiamo forconi. Siamo grandi organizzazioni con una storia, con una tradizione, con un futuro importante per l’Italia. Ma la decisione di scendere in piazza era ineludibile”. Sarà piazza del Popolo a raccogliere la protesta degli imprenditori che chiedono l’attenzione del Governo. “Le nostre imprese (soprattutto le piccole), sono allo stremo, non ce la fanno più”.

Dal settore manifatturiero all’edilizia, passando per i trasporti, il sistema è in ginocchio. “E’ per questo che i nostri imprenditori scenderanno in piazza”.

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