Ha ucciso il padre, lunedì sarà interrogato dal gip

TARANTO – Eneo Motolese che ha confessato di aver ammazzato il padre Cosimo, lunedì prossimo dovrebbe essere interrogato dal gip. Non è escluso che invochi le attenuanti.

All’udienza di convalida del fermo il ventenne sarà assistito dall’avvocato Fabio Nicola Cervellera. Il ragazzo è stato fermato dai carabinieri  e ha confessato dinanzi al pm, dott.ssa Giovanna Cannarile, di aver ucciso il padre perchè maltrattava la madre.

I militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Taranto dopo l’agguato a colpi di pistola avvenuto giovedì sera a Paolo VI,  avevano ascoltato numerose persone e aveva destato particolare interesse la ricostruzione dei fatti, non convincente, fornita dal figlio dell’uomo, Eneo, già noto alle forze dell’ordine. Il ventenne dopo un lungo interrogatorio tenuto nella caserma di Viale Virgilio, è crollato ammettendo le proprie responsabilità. Ha riferito che era esasperato dai comportamenti aggressivi mostrati dal padre nei confronti della madre.

Nel corso dell’operazione i carabinieri del comando provinciale hanno rinvenuto l’arma utilizzata nell’agguato, una pistola semiautomatica calibro 45,  marca Colt, con matricola limata. Il giovane subito dopo il delitto la aveva nascosta in un terreno incolto del rione , poco distante dalla sua abitazione e vicino alla facoltà di Ingegneria.

Gli investigatori dell’Arma hanno repertato i 4 bossoli e sequestrato gli abiti indossati dal 20enne durante l’omicidio.
Erano ancora macchiati di sangue. Eneo Motolese è stato condotto nel carcere di via Magli a disposizione del gip che come detto lunbedì prossimo lo interrogherà.

Il padre Cosimo, 54enne che in passato è stato vicino al clan Modeo e che era uscito dal carceredi recente era stato  freddato intorno alle 20.30 di giuovedì proprio davanti alla sua abitazione situata in via della Liberazione, alle spalle della Corte d’Appello. Era stato centrato da quattro colpi di pistola calibro 45 al capo e alla spalla.

Soccorso dai sanitari del 118 i era stato trasportato  all’ospedale “Ss. Annunziata”  ma era deceduto a circa un’ora dal ricovero.
I carabinieri avevano conrerato l’attenzione e sul figlio della vititma  e lo avevano fermato a tempo di record.Il ragazzo ha ammesso le sue responsabilità. Esasperato dal comportamento aggressivo del padre nei confronti della madre si è armato di pistola  e ha fatto fuoco contro il genitore.

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