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Ambiente Svenduto, inchiesta chiusa. Pronte le richieste

Da lunedì la Procura della Repubblica azionerà i suoi uffici per definire la posizioni degli indagati (in tutto 50, più tre società riconducibili al gruppo Ilva) coinvolti nell’inchiesta “Ambiente svenduto” dopo la notifica degli avvisi di conclusione e l’interrogatorio che solo pochissimi indagati hanno reso.

Difficile ipotizzare “sconti” nei confronti degli indagati, dai vertici dell’Ilva a quelli di Regione, Provincia e Comune, mentre potrebbero registrarsi valutazioni differeni, rispetto alla prima fase accusatoria, circa  le presunte responsabilità amministrative delle aziende. E questo perchè, com’è noto, è intervenuta di recente la decisione della Corte di Cassazione di annullato i sequestri per equivalente nei confronti di Riva Fire e Riva Forni Elettrici. Un rilievo all’esame negli ultimi giorni da parte della Procura, chiamata dunquea confermare o meno l’estensione delle responsabilità amministrative a carico di società diverse da Ilva Spa.

Quanto al livello politico dell’inchiesta, i riflettori, ovviamente, saranno puntati in particolare sul governatore della Puglia Nichi Vendola, uno dei pochi, dopo la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini, a rendere l’interrogatorio.

Vendola ha negato ogni pressione sugli organi regionali, in particolare sul responsabile dell’agenzia regionale Arpa Puglia , Giorgio Assennato. Ed ha negato di essersi mosso in maniera tale da favorire la famiglia Riva. Al procuratore Franco Sebastio, all’aggiunto Pietro Argentino e ai pm Cannalire ed Epifani, il presidente della Regione Puglia ha sottolineato di non aver mai agevolato la società siderurgica e, anzi, di essersi adoperato per tutelare salute, ambiente e lavoro.

Attesa anche per le decisioni che riguarderanno l’ex presidente della Provincia, Gianni Florido (il controverso caso della Mater Gratiae è al centro della vicenda che riguarda Florido, caso, quello della discarica, che ha registrato provvedimenti governativi e del Tar), e dell’ex assessore all’Ambiente, Michele Conserva, nonchè del sindaco di Taranto, Ezio Stefàno.

L’altro caso controverso riguarda la vicenda Archinà e la presunta corruzione dell’ex consulente della Procura, Liberti. C’è stata o no dazione di denaro? Archinà lo ha sempre escluso, oltre allo stesso Liberti. Ora manca poco per conoscere le richiestedella Procura al Gup.