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Avvocati copioni all’esame di Stato: tremano in 102

LECCE – Prove scritte con il copia-incolla? Il dubbio c’è e sarà sciolto nelle prossime settimane. Un dubbio che sta agitando il sonno di almeno 102 aspiranti avvocati il cui nome compare nell’avviso di proroga delle indagini preliminari emesso dal gip del tribunale di Lecce, Simona Panzera, avviso che è stato notificato agli indagati nei giorni scorsi.

La richiesta di proroga delle indagini (in tutto altri sei mesi di verifiche, controlli e accertamenti) è stata formulata dal Procuratore capo Cataldo Motta, che è titolare del procedimento penale. Il reato contestato è la violazione dell’articolo 1 del regio decreto numero 7 del 1925, che regola la disciplina dei diritti d’autore.

A tremare sono giovani laureati tarantini, brindisini e leccesi (per tutti la sede di riferimento è la Corte d’Appello di Lecce) che hanno sostenuto la prova scritta dell’esame di Stato nel dicembre 2012. Gli elaborati sono stati poi corretti dalla Corte d’Appello di Catania. Qui è scoppiato il caso. Gli esaminatori guidati dall’avvocato Antonio Vitale nel corso del controllo degli elaborati hanno registrato non poche “anomalie”, decidendo quindi di trasmettere i verbali con le relative annotazioni all’avvocato Francesco Flascassovitti, sollecitandolo a trasmettere gli atti alla magistratura penale. L’incartamento è quindi finito sul tavolo del procuratore della Repubblica Cataldo Motta, che ha poi aperto un fascicolo per verificare l’ipotesi di plagio.

Lo scorso anno fu pubblicato sul sito della Corte d’appello di Lecce l’elenco degli ammessi alla prova orale dell’esame di abilitazione, contenente 440 nomi su 1258 candidati.

La lettura degli elaborati da parte dei commissari siciliani ha fatto evidenziare non poche anomalie, in particolare nell’ambito del compito di diritto civile in materia di successioni, rispetto alle quali sarebbero state trovate copie conformi di testi contenuti su alcuni siti specializzati in materie giuridiche.

La precisione di frasi e termini, persino la punteggiatura, non ha lasciato dubbi ai commissari: i copioni a Lecce c’erano ed erano pure tanti. In barba alle regolee ai controlli delle forze dell’ordine e dei membri delle commissioni locali “che – ha dichiarato nei mesi scorsi alla stampa l’avvocato Flascassovitti – erano comunque in numero ridotto rispetto alla quantità di candidati e alle vastità delle 12 aule in cui si sono svolte le prove”. Stanze enormi, nella sede universitaria di Ecotekne, che non è stato possibile schermare per evitare il blocco dell’attività dell’ateneo, lasciando in tal modo agli esaminandi la possibilità di collegarsi a internet.

Un bel “giallo”, dunque, che promette strascichi giudiziari.