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Sabrina Misseri resta in cella, “c’è pericolo di fuga”

Niente da fare. Sabrina Misseri resta in cella. Nel primo pomeriggio di oggi i giudici del Tribunale del riesame di Taranto hanno respinto la richiesta dei difensori della 23enne di Avetrana condannata all’ergastolo, insieme alla madre Cosima Serrano, dalla Corte d'Assise di Taranto per l’uccisione, il 26 agosto del 2010, della cugina Sarah Scazzi di 15 anni.  

Il Tribunale del Riesame, dunque ha confermato la decisione della Corte di Assise che, nelle scorse settimane, aveva negato la scarcerazione o, in subordine, gli arresti domiciliari così come richiesto dai difensori di Sabrina.  

 

"Sabrina Misseri e' a pezzi e va scarcerata perche' non ci sono le esigenze cautelari". Cosi' aveva detto nei giorni scorsi al Tribunale del Riesame l'avvocato Nicola Marseglia che insieme a Franco Coppi difende Sabrina Misseri.

Ma i giudici hanno detto no. Secondo i giudici del Riesame esistono ancora il pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Il Tribunale del Riesame ha fatto presente che da parte della difesa di Misseri non è stata prodotta alcuna documentazione medica che attesti uno stato di salute della ragazza incompatibile con il regime carcerario. Nell'appello i legali di Sabrina, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, avevano chiesto la scarcerazione della loro assistita sostenendo, tra l'altro, che la ragazza si trova in un profondo stato di depressione.

La sentenza di condanna all'ergastolo è stata emessa dalla Corte di Assise di Taranto nell'aprile 2013 ma le motivazioni della sentenza non sono state ancora depositate.