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Chiarito il giallo del furgone rosso, non era un “orco”

MASSAFRA – Una storia a lieto fine. Le indagini condotte dai carabinieri hanno accertato che non c’è nessun orco in città.

Il fatto riguarda la segnalazione di un furgone rosso che, nei pressi della scuola media, aveva avvicinato uno studente appena dodicenne.

La versione dei fatti denunciata dal minore anche alla locale stazione dei carabinieri aveva fatto pensare ad un tentativo di rapimento. Sono scattate le indagini ed oggi i militari del comando provinciale dei Carabinieri hanno fatto piena luce sull’accaduto.

Ecco la ricostruzione dei fatti: “Nella mattina del 6 marzo scorso, una madre si presentava presso la stazione carabinieri di Massafra unitamente al figlio 12enne, che frequenta un istituto scolastico dello stesso centro, riferendo un episodio sospetto verificatosi il giorno prima. Nella circostanza, il minore riferiva che il 5 marzo, alle ore 17 circa, era uscito da scuola, dopo le lezioni, e mentre si trovava sul marciapiede antistante l’istituto scolastico, in attesa che i suoi familiari lo andassero a prendere, sopraggiungeva un furgone di colore rosso con a bordo una donna ed un uomo".

"Nell’occasione – continua – i due, rimanendo sempre a bordo del veicolo, esclamavano alcune frasi equivoche quali: sali sul furgone… i tuoi genitori mi hanno incaricato di venirti a prendere, che nell’immediatezza spaventavano il ragazzino tanto da indurlo a rientrare a scuola e chiedere l’intervento dell’assistente scolastico, che però non riusciva a focalizzare il numero di targa del mezzo. Il minorenne, in seguito, precisava che nel pronunciare quelle frasi, però, i due individui non si rivolgevano direttamente a lui.  A questo punto i carabinieri della compagnia di Massafra, avviavano tempestivi ed accurati accertamenti al fine di individuare i due soggetti indicati dal ragazzo e stabilirne con certezza i reali intendimenti, rafforzando contestualmente la già assidua vigilanza presso gli istituti scolastici".

"Le attività – prosegue la ricostruzione – sono state costantemente seguite dal comando provinciale dei Carabinieri di Taranto, di concerto con il Prefetto, particolarmente sensibili alla vicenda in considerazione dei possibili risvolti. Da subito venivano acquisiti i filmati dell’impianto di videosorveglianza dell’istituto scolastico che confermavano la presenza del furgone indicato dal minore e, previo riscontro con le immagini dell’impianto di sorveglianza video presente a Massafra si riusciva a risalire anche alla targa del mezzo, che risultava essere intestato ad una 56enne di Massafra. Le successive indagini consentivano di stabilire che la donna, proprietaria del veicolo, insieme al convivente, si era recata presso la scuola per prelevare il nipote, che frequenta lo stesso istituto e che quel pomeriggio avrebbe terminato le lezioni alle 17,30, invece che alle 17 previste. La donna, effettivamente, era stata incaricata a tale incombenza dalla figlia e proprio perché preoccupata nel non vedere il nipote all’uscita della scuola, aveva chiesto notizie al minore, dando vita ad uno spiacevole fraintendimento”.

Il caso dunque c’era e ha allarmato la comunità, non solo massafrese. Una storia che richiedeva risposte che prontamente sono subito arrivate.