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Corsie preferenziali, “ecco perché le multe sono valide”

Continua a far discutere la recente sentenza del Giudice di pace in merito alle multe sulle corsie preferenziali dedicate ai bus. Ieri dalle pagine di Taranto Buonasera, il comandante Michele Matichecchia aveva confermato che la sentenza sarà appellata.

Oggi, lo stesso Comando di Polizia Locale ha diffuso una nota con l'obiettivo di fare un po' di chiarezza sulla delicata questione che sta interessando centinaia di tarantini che si sono visti recapitare le multe elevate dagli agenti di Pm.

«Con questo comunicato – scrive la Polizia Locale – vogliamo fugare ogni dubbio sulla legittimità dei verbali contestati per violazioni inerenti la circolazione su corsie riservate con veicoli non autorizzati. In particolare si intende approfondire la tematica degli accertamenti rilevati tramite l’utilizzo di telecamere, all’uopo predisposte, presenti in determinate vie cittadine».

«Preliminarmente – si legge nella nota * un breve excursus sulla normativa vigente in materia:
• il D.P.R. n. 250/1999 regolamenta l’autorizzazione alla installazione ed all’esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato; in particolare viene sancito all’art. 1 che i Comuni richiedono l’autorizzazione al Ministero dei lavori pubblici per l’installazione ed esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli a centri storici o nelle zone a traffico limitato, inoltre l’art. 7 prevede sostanzialmente che detti impianti debbano essere omologati;

• il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con circolare 29 aprile 2009 – prot. 00430048, oltre che con note prot. n. 33623 del 16.04.2010  e n. 2615 del 18.10.2005, nonché parere prot. n. 1029/2005, ha chiarito che, a differenza di quanto espressamente previsto per gli impianti di rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici ed alle ztl, non si rende necessaria alcuna autorizzazione ministeriale per l’esercizio di impianti analoghi finalizzati alla rilevazione della circolazione sulle corsie riservate;

• infine l’art. 201 del vigente Codice della Strada, comma 1-bis lett. g), prevede i casi in cui la contestazione immediata non è necessaria individuando in particolare, tra l’altro, la rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate attraverso i dispositivi previsti dall’articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127».

«Il cittadino poco corretto – precisa il Comando di Pm – che non osserva il divieto di circolazione sulle corsie riservate incorre in una sanzione pecuniaria di euro 80 ai sensi dell’art. 7 commi 1 e 14 del CdS, ciò non equivale ad arricchimento delle casse comunali ma a punire chi, a differenza di tanti altri disciplinati automobilisti, non rispetta palesemente le regole con comportamenti accertati e documentati da prove televisive che permettono, nel contempo, di razionalizzare l’impiego dell’esiguo numero di operatori di Polizia Locale, con maggiore efficienza ed efficacia in favore della cittadinanza».

«Tuttavia – scrive il Comando – registro un notevole contenzioso giuridico innescato dai ricorsi presentati, avverso le violazioni de quo, i quali non fanno altro che generare spreco di tempo, lavoro ed energie necessarie per far fronte a tali incombenze, ma che sicuramente mi vedranno pronto ad affrontare anche tre gradi di giudizio per stabilire, laddove non fosse chiaro, quei principi forse rimessi in discussione da qualche sentenza del Giudice di Pace che ne accoglie taluni creando forse false aspettative ai cittadini».