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Una giustizia che funziona

BARI – Taranto capofila di una giustizia che, per una volta, è virtuosa. Perchè se la pendenza dei processi tributari in Puglia è aumentata in un anno da 44.144 a 46.174 contenziosi, ne sono stati definiti più di quanti ne sono sopravvenuti. E l’arretrato cala.
Il dato, relativo al periodo giugno 2012-giugno 2013, è emerso dalla relazione del presidente della Commissione Tributaria Regionale, Ennio Attilio Sepe, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario.
La pendenza è aumentata nelle Commissioni tributarie provinciali (Ctp) di Brindisi (+7.87%) e Lecce (+50.96%), mentre è diminuita a Bari, Foggia e Taranto (rispettivamente del 10.59%, dello 0.85% e, per  il capoluogo ionico, addirittura del 29.50%, un record).
Rispetto ai processi sopravvenuti, i giudici della Commissione tributaria regionale sono riusciti a definirne il 111.06%; virtuosi anche quelli delle commissioni provinciali di Bari e Taranto (rispettivamente 117.46% e 191.65%), registrando un aumento della produttività (1.126 sentenze in più rispetto all’anno precedente). Rispetto alle 16.302 sentenze emesse dalle Commissioni tributarie provinciali, sono stati proposti 3.690 appelli alla Commissione tributaria regionale (il 22.63%) e “in un numero molto limitato di casi” è stato presentato ricorso per Cassazione “ben al di sotto – ha sottolineato il presidente Sepe – della media nazionale”. I processi tributari sono gli unici la cui durata può essere definita “ragionevole”. Nelle Ctp la durata media è diminuita, passando da due anni e cinque mesi a due anni e un mese (aumentata solo a Foggia da tre anni a tre anni e sei mesi); nella Ctr è passata da due anni e 11 mesi a due anni e cinque mesi. Sepe ha poi parlato della riduzione degli organici, da 180 giudici divisi in 30 sezioni ai 78 attuali divisi in 14 sezioni, come deciso dal decreto Visco del 2008 (70 le unità attualmente presenti). “In una fase, come quella attuale, caratterizzata da un’evasione fiscale calcolata per difetto in 120 miliardi di euro, da un debito pubblico che ha sfiorato la cifra record di 2.000 miliardi di euro, con una disoccupazione giovanile che tocca livelli del 40%, con una famiglia su tre sulla soglia di povertà, con una recessione che metterà a dura prova il Paese anche nel corso di quest’anno – ha detto Sepe – lo sforzo di chi ha la responsabilità di governo deve essere soprattutto quello di rafforzare e potenziare tutte le istituzioni di garanzia, al fine di rassicurare i cittadini sul rispetto delle regole”.