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Aeroporto, Uil: “bene l’investimento, ma resta il nodo passeggeri”

“Bene l’investimento cargo sull’aeroporto di Grottaglie, ma la questione non cambia: l’arco ionico ha bisogno di uno scalo passeggeri perché ci sono 40mila richieste per l’estate”.

E' la prima reazione della segreteria regionale della Uil all'annuncio del maxi investimento per il collegamento dell'area portuale a quella aeroportuale di Grottaglie.

“Siamo compiaciuti per la notizia, ma per quanto importante questo investimento non offre tutte le risposte alle aspettative della provincia jonica per quello che riguarda l’aeroporto di Grottaglie”: è il commento del segretario generale della Uil di Puglia Aldo Pugliese.

“Intanto non possiamo fare a meno di ricordare che si deve fare un passo indietro agli inizi degli anni Duemila – dice Pugliese – quando si cominciò a parlare della possibilità di destinare lo scalo aeroportuale tarantino all’attività cargo. Quindi, siamo quanto meno in ritardo. Poi è necessario ricordare che Grottaglie è nato come scalo destinato al trasporto passeggeri ed è stato dato in concessione ad Aeroporti di Puglia per lo stesso motivo. E del resto non è un caso che molte società in questi anni abbiano chiesto di
utilizzare l’aeroporto per i cargo e che sempre Aeroporti di Puglia abbia risposto di no, non essendo attrezzato. Oggi si fa un passo indietro con investimenti anche importanti, che fanno piacere e che riguardano anche l’area circostante lo scalo aeroportuale. Bene, ma adesso serve un salto di qualità”.

In sostanza, la Uil Puglia ritiene che Grottaglie non possa e non debba essere destinato solo ed esclusivamente all’attività cargo: “Stiamo perdendo una grande occasione per far crescere il territorio secondo le sue naturali vocazioni – spiega Pugliese – ; oggi plaudiamo ad un investimento che prevede tempi lunghi, mentre si affaccia un’altra stagione estiva che costituisce l’ennesima rinuncia ad attrarre ricchezza. Ancora una volta si registra una forte richiesta passeggeri nell’area di Taranto, in particolare nell’arco ionico tarantino, in quello lucano e nel nord della Calabria con 40mila posti letto disponibili nei villaggi turistici. Se nessuno porta i turisti, è chiaro che non verranno: è la legge del mercato. Per cui è necessario trovare una compatibilità con l’attività cargo, perché una non esclude l’altra. Auspichiamo che una volta per tutte si capisca che Grottaglie e Foggia non possono essere concorrenziali con Bari e Brindisi perche in una regione lunga 300 km, e con la Basilicata e il centro nord della Calabria privi di aeroporti, possiamo essere noi pugliesi il punto di attrazione. Per cui dobbiamo metterci a sistema, esattamente come stanno facendo da tempo al nord, dove stanno creando i distretti aeroportuali, col preciso intento di intercettare i voli ed il flusso turistico dall’Europa. Ecco perché l’investimento presentato non dà risposte esaustive alla richiesta turistica di queste zone della Puglia e delle regioni limitrofe. Pertanto, quello che sembra un fatto positivo in realtà non sposta di una virgola una questione che continua a non essere affrontata come dovrebbe”.