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Ilva: “Nessun pericolo per l’Altoforno 5. Tutto sotto controllo”

Non si è fatta attendere la replica dell'Ilva all'allarme lanciato dal rappresentante del Fondo Antidiossina, Fabio Matacchiera, che aveva paventato il rischio esplosione dell'Altoforno 5.

Per Ilva, invece, "non risulta rispondente al vero quanto indicato dal Fondo Antidiossina in merito all'assenza di manutenzione o di rifacimento del crogiolo dell'Altoforno 5 ('AFO5')".

"Infatti – è detto – si ricorda che oltre alle consuete e periodiche fermate di manutenzione programmate (ogni quattro mesi circa), il primo avviamento dell'AFO5 è avvenuto nel 1974 e, successivamente, sono stati effettuati tre rifacimenti nel 1982, nel 1994 e, da ultimo, nel 2004".

"Il progressivo aumento della vita tecnica dei crogioli – afferma Ilva – è legato al miglioramento della qualità dei materiali (maggiore conducibilità termica) e delle tecnologie di costruzione degli stessi (minore porosità e, quindi, maggiore resistenza all’usura). Il crogiolo dell’AFO5, monitorato in continuo, non presenta nessuna delle criticità denunciate né in termini di fessurazioni che di "forti rumori determinati da inconsuete vibrazioni sempre più incalzanti e frequenti". Quanto Ilva afferma è confortato non solo dalle check list di controllo giornaliere compilate dal personale del reparto a seguito delle ispezioni, ma anche dal monitoraggio continuo con strumenti riconosciuti a livello internazionale (mappature termiche, spessore dei refrattari, ecc.) che garantiscono una marcia in sicurezza dell’altoforno, indicando una vita residua del crogiolo stesso che, ad oggi, supera di gran lunga il termine previsto per il rifacimento dell’AFO5".

Infine, Ilva "rimarca come l’attuale marcia dell’Altoforno 5 avvenga nel pieno rispetto delle condizioni operative che garantiscono la sicurezza delle persone, degli impianti e della comunità".