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Un corteo a Palagiano alla presenza di don Ciotti

Dopo la strage di chiara matrice mafiosa che lunedì in territorio di Palagiano, ha portato alla morte un bimbo di 2 anni e mezzo insieme ad altre due persone, l'associazione Libera vuole manifestare il proprio spirito di corresponsabilità «organizzando per la mattinata di lunedì 24 marzo una manifestazione a Palagiano alla quale prenderà parte il presidente nazionale don Luigi Ciotti».

Lo rende noto un comunicato diffuso dalla stessa associazione che ha anche scritto una lettera aperta per esprimere tutto il proprio dolore per quanto avvenuto. Eccone il testo integrale.

«Nella settimana che ci porta verso la Giornata della Memoria e dell’Impegno, alla grande manifestazione nazionale che Libera organizza, da vent’anni, per ricordare le 900 vittime innocenti delle mafie; nella settimana in cui commemoriamo, a vent’anni dal suo omicidio, don Peppe Diana, ucciso per il suo impegno con gli ultimi e contro la camorra; nel mese in cui, in Puglia, la memoria ci porta a ricordare l’esempio di Sergio Cosmai, Giuseppe Mizzi, Renata Fonte, Francesco Marcone, tutte vittime innocenti delle mafie pugliesi, i fatti di sangue di Palagiano richiamanola nostra partecipazione e corresponsabilità.

Per questo, a una settimana dalla strage sulla statale 100, lunedì 24 marzo saremo con don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, in piazza a Palagiano. Partiremo in corteo alle 10.00, da via Bachelet, dall’Istituto comprensivo “Gianni Rodari” e chiuderemo la manifestazione in Piazza Falcone e Borsellino. 

Dove si vuole la morte il terrore, noi saremo presenti. Saremo lì con i nostri colori, con i nostri slogan, con i nostri valori. Scandiremo ad alta voce i nomi delle vittime delle mafie cadute per mano della criminalità organizzata. Li leggeremo uno per uno, per ricordare che, di fronte all’affronto della violenza, esiste un modo diverso di essere cittadini.

Facciamo appello a Palagiano, a Taranto, alla provincia di Taranto, alla Puglia intera. Facciamo appello a tutta la parte sana della società. Alle istituzioni, alle scuole, ai cittadini. Facciamo appello all’associazionismo laico e a quello cattolico. Facciamo appello alla Chiesa, alle comunità, alla politica. Riuniamoci, uniamoci, mobilitiamoci per superare l’indignazione virtuale. E prevenire la violenza».