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Blitz “Reset”, lunedì il via agli interrogatori

GROTTAGLIE – Blitz antidroga Reset: parola agli indagati. Mentre si stringe il cerchio intorno al latitante Piero Marchese, l’unico a sfuggire alla retata, da lunedì partiranno gli interrogatori, davanti al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Tommasino.

L’operazione, che ha portato all’esecuzione di 26 ordinanze di custodia cautelare, è stata condotta dalla Polizia dopo che a dare la stura alle indagini è stata la madre di un tossicodipendente. La donna, nell’ottobre del 2011 aveva  riferito agli investigatori del Commissariato di Grottaglie che Gianfranco Mandrillo e Pietro Lezza – due degli indagati – si erano recati più volte presso la sua abitazione per chiedere denaro che il figlio doveva loro per aver acquistato la droga.

La donna aveva anche aggiunto che nell’agosto precedente i due si erano presentati presso la sua abitazione pretendendo  350 euro che, a loro dire, era il pagamento della sostanza stupefacente che suo figlio aveva acquistato da un loro amico e che non aveva pagato.  Dopo qualche giorno si era ripresentato Pietro Lezza ed aveva ritirato la somma richiesta. Da quel giorno ogni settimana Lezza si era presentato presso la sua abitazione chiedendo somme di denaro che sono arrivate fino a 1.350 euro.

La donna aveva poi continuato a raccontare che, in passato, era stata contattata da altre persone che le avevano chiesto denaro per la droga acquistata dal figlio.

Dopo quelle dichiarazioni la polizia aveva messo sotto controllo i telefonini dei presunti spacciatori. Era successivamente emersa  la figura di un  presunto pusher che riforniva Mandrillo e Lezza. Si trattava di Giovanni Ettorre,  operaio metalmeccanico che era solito approvvigionarsi di droga, presumibilmente sulla piazza di Taranto, per poi rivenderla ad amici e colleghi di lavoro.

Le indagini, poi, avevano consentito di raccogliere prove di colpevolezza a carico di Tommaso Spartano, arrestato in passato per gli stessi reati e al quale si sarebbero rivolti spesso Mandrillo e Lezza per acquistare cocaina che, in parte, avrebbero ceduto a Pietro Marchese.

Ruolo importante – secondo la ricostruzione dell’accusa – anche quello di Vincenzo Venza, condannato recentemente per l’omicidio del pugile Alessio Marinelli.