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“Lasceremo i rifiuti per strada”, torna la paura

“Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione. Se non ci sarà un incontro con il sindaco convocheremo un assemblea sotto Palazzo di Città e, non è escluso, che i rifiuti restino in strada”.

La crisi finanziaria, che da tempo sta tenendo con il fiato sospeso i seicento lavoratori dell’Amiu, presto potrebbe ripercuotersi a catena sull’intera città. Lo spauracchio dei cumuli di rifiuti accatastati ai lati dei cassonetti, fino ad invadere le strade, si materializza in tutto il suo vigore, dopo lo stato di agitazione indetto dai sindacati di categoria. Le indiscrezioni parlano di possibili ritardi nell’erogazione degli stipendi.

Un déjà vu rispetto a quanto avvenuto non meno di un paio di mesi fa. Per capire cosa sta accadendo all’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, abbiamo intervistato Fiore Petrelli, segretario del Siuls.

Quanto è grave la crisi finanziaria dell’Amiu?
“Sappiamo che la situazione è critica. Per assurdo, in molti casi, veniamo informati dalla stampa delle criticità che riguardano l’azienda. Questo la dice lunga sulle relazione sindacali che intercorrono con i vertici aziendali”.

Cosa può dirci riguardo al pagamento delle rate per la cessione del quinto dello stipendio che l’azienda non verserebbe alle agenzie?
“A quanto pare sono tre mesi che l’azienda non paga le finanziarie. Il rischio è che le agenzie si rivolgano ai dipendenti pretendendo il pagamento, in un unica soluzione, dell’intera somma “prestata”, oltre all’iscrizione al Crif (centrale rischi e cattivi pagatori, ndr). Un discorso che fa il paio con i pignoramenti, con la dotazione dei mezzi ecc…”.

Dove sono finiti quei soldi?
“E quello che ci stiamo domandando. Secondo quanto ci risulta, la prima tranche da sei milioni, versata dal Comune per la “ricapitalizzazione” dell’azienda, si è esaurita. A questo punto è facile immaginare che, a breve, ci possano essere rischi per l’erogazione degli stipendi. Siamo fortemente preoccupati per la situazione che si è venuta a creare. Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, chiesto un incontro al sindaco e minacciato di fare un’assemblea sotto Palazzo di Città. Ovviamente, c’è il rischio che i rifiuti restino in strada”.

Si rischia il tracollo…
“Sì, ma non sono d’accordo con qualche consigliere che vorrebbe portare le carte in tribunale. Se una società in house ha dei debiti deve pagarli il Comune”.

Il sindaco, da noi recentemente intervistato, ha espresso la volontà di ascoltare il parere dei sindacati per decidere sull’eventuale riconferma del presidente Cangialosi.
“Un amministratore può esprimere un parere soltanto in base ad un consuntivo e non a sensazione. In questo caso non c’è alcun consuntivo da poter consultare”.