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Nascondeva in cassaforte un antico tesoro. Le foto

Aveva nascosto in cassaforte reperti archeologici del IV secolo a.C.

Anfore e  crateri, ma la chicca della inestimabile collezione è un biberon utilizzato dalle mamme della Apulia. Il tesoro è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza nell’abitazione di un imprenditore laertino di cinquant’anni. L’operazione è stata condotta dai militari del Gruppo di Taranto, diretti dal tenente colonnello Domenico Mallia. Le fiamme gialle del comando provinciale di via Scoglio del Tonno sono andati a colpo sicuro.

Infatti in casa dell’imprenditore hanno rinvenuto diversi reperti archeologici di notevole interesse artistico che, naturalmente, hanno posto sotto sequestro. Anfore e vasi antichi detenuti illecitamente.

Gli investigatori della  Guardia di Finanza negli ultimi tempi stanno stringendo il cerchio attorno ai predatori di tombe antiche facendo scattare controlli per la  tutela dei beni di carattere artistico, storico ed archeologico del patrimonio culturale nazionale.

E proprio nel corso di uno di questi mirati controlli hanno messo le mani su nove reperti archeologici, tra i quali alcune anfore e idrie in parte restaurate ed in ottimo stato di conservazione.

Hanno accertato che erano stati portati via dai “tombaroli” in scavi eseguiti clandestinamente nel versante occidentale della provincia jonica.  I beni sono stati sottoposti ad una accurata perizia da parte degli esperti della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Taranto i quali ne hanno accertato l’autenticità stabilendo la loro collocazione cronologica al IV secolo A.C.Le ipotesi di reato contestate all’imprenditore sono la detenzione illecita di beni culturali appartenenti allo Stato e la ricettazione.

Non sono pochi i crateri e le anfore apule risalenti al IV secolo a.C., rarissimi , trafugati negli ultimi anni da scavi archeologici clandestini eseguiti in Puglia.

Spesso le forze dell’ordine riescono a  porre sotto sequestro reperti di grande valore. Tra gli ultimi sequestri scattati nel tarantino quello a carico di un professionista manduriano in casa del quale le fiamme gialle della locale Tenenza hanno rinvenuto  reperti di vario genere come piatti, anfore, vasi, cocci e monete di epoche differenti, riuscendo così' a mettere in salvo i preziosi reperti prima della loro presumibile immissione nel mercato clandestino degli oggetti d'arte.

I beni ritrovati come accade in questi casi sono stati sottoposti ad una perizia da parte degli esperti della Soprintendenza dei beni archeologici di Taranto per poterne stabilire compiutamente l’epoca. 

Un altro importante sequestro degli anni scorsi è stato eseguito dalla Finanza nella provincia foggiana.  Un arredo funerario di una gens di elevato rango. Quindici reperti risalenti alla metà del IV secolo avanti Cristo. In particolare tre anfore, nove crateri e tre idrie oltre a decine di frammenti. I disegni delle anfore e dei crateri avevano la stessa figura, quella di un guerriero biondo rappresentato in diversi atteggiamenti. Reperti realizzati, secondo gli esperti, a Taranto nel IV secolo a. C.