Saccheggiano ex casa di riposo, quattro in manette

Stavano saccheggiando l’ex casa di riposo “Ave Maria” ma sono finti nella trappola tesa dai carabinieri.

I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taranto nella tarda mattinata di ieri,  dopo una telefonata fatta al 112 da un cittadino, sono piombati nella struttura situata in via Cesare Battisti e che un tempo ospitava anziani soli, sorprendendo  quattro tarantini che stavano facendo razzia di infissi in anticorodal. I quattro, due dei quali già conosciuti alle forze dell’ordine, sono Cosimo Russo, Michele Caso, Giuseppe e Adriano De Gennaro, (questi ultimi fratelli gemelli) rispettivamente di 48, 29, e 25  anni.

Tutto è iniziato con una telefonata fatta da un cittadino che ha allertato la centrale operativa di viale Virgilio dopo aver notato movimenti strani all’interno dell’ex casa di riposo.

Gli operatori del 112, intuendo l’urgenza dell’intervento, hanno inviato immediatamente due pattuglie sul posto.  I carabinieri, ricevute le giuste indicazioni, sono riusciti a creare una rete nella quale sono incappati tutti e quattro i presunti ladri, senza che nessuno riuscisse a guadagnare la fuga.

Avevano già smontato porte e finestre di gran parte della struttura, ben tre piani, collocandoli in un angolo pronti per essere portati via. Non hanno avuto il tempo, invece, dell’arrivo di due equipaggi di militari dell’Arma che hanno mandato a monte il loro piano.

Colti con le mani nel sacco i quattro sono stati condotti in caserma per gli atti di rito e successivamente accompagnati presso le rispettive  abitazioni, agli arresti domiciliari a disposizione del magistrato di turno, dott.ssa Daniela Putignano. Il quartetto sarà  processato con il rito direttissimo. In tempo di crisi si ruba di tutto specialmente infissi in alluminio, fili di rame.

L’oro rosso sparisce dalle stazioni dagli impianti di illuminazione pubblica.

La corsa al rame, all’alluminio e la ferro si è fatta frenetica, al mercato nero perchè  garantisce qualche affare. Pur di guadagnare qualcosa in  questi tempi di crisi nera   non si guarda in faccia a nessuno.

Gli specialisti dell’oro rosso, ad esempio, arraffano tutto anche nei cimiteri: grondaie, vasi di fiori, croci, lettere dalle lapidi.

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