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E’ morto nella notte lo storico boss “Pelè”

L’ex boss della mala tarantina Giuseppe Cesario, 52 anni, detto “Pelè”, è morto la scorsa notte nell’ospedale “San Giuseppe Moscati” dove era ricoverato per una grave malattia.

Condannato all’ergastolo per omicidio e mafia, due anni e mezzo fa aveva ottenuto la misura alternativa dei “domiciliari”, per potersi curare.

Negli ultimi tempi le sue condizioni si erano aggravate ed era stato costretto al ricovero in ospedale. La notte scorsa il decesso. I funerali saranno celebrati domani alle 15.30 nella chiesa Corpus Domini del quartiere Paolo VI.

Con Giuseppe Cesario se ne va un altro pezzo della mala storica tarantina.

Nei mesi scorsi, infatti, nel carcere di Secondigliano era deceduto Claudio Modeo, il quale, detenuto da circa 15 anni stava scontando una condanna definitiva all’ergastolo per omicidio nell’ambito del maxi-processo “Ellesponto”.

Claudio, con i fratelli Riccardo e Gianfranco, tra gli anni Ottanta e Novanta fu a capo di  un clan che entrò in guerra con quello  dal fratellastro Antonio Modeo, detto “il messicano”.

Anche Giuseppe Cesario fece parte dei gruppi che in quel terribile periodo  si fronteggiarono provocando decine di morti e feriti nel capoluogo jonico.

Una guerra di mala senza precedenti. Nel 1995, poi, si registrò un episodio che fece scalpore. Nella città vecchia e ai Tamburi fu affisso un manifesto funebre che annunciava la morte, in realtà mai avvevuta, del fratello di Giuseppe Cesario, Vincenzo, detto “Giappone”, allora collaboratore di giustizia.

Sul quel manifesto era stato scritto: “Improvvisamente è venuto a mancare Vincenzo Cesario. Ne danno il felice annuncio i fratelli Pasquale, Giuseppe e Cosimo con le rispettive mogli e il resto della famiglia”.

Un necrologio per una morte non vera. Davvero inquietante.