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“Appalti con le stellette”, sequestrate le chiavette usb

Al setaccio i dati, in formato elettronico, che sono stati posti sotto chiave nei giorni scorsi. L’inchiesta sugli appalti “con le stellette” sembra destinata a riservare molte sorprese.

Si riparte dal caso sfociato nell’arresto del capitano di fregata Roberto La Gioia, 45 anni, tarantino. L’ufficiale della Marina militare, comandante del quinto reparto di Maricommi, è stato arrestato dai carabinieri il 12 marzo scorso con l’accusa di concussione. 

L'indagato fu ammanettato in flagranza di reato nella base navale di Chiapparo (nella foto) subito dopo aver ricevuto da un imprenditore una busta contenente 2.000 euro in contanti, somma che rappresenterebbe solo una tranche di una tangente imposta per emettere mandati di pagamento ad un’azienda che ritira e tratta le acque si sentina dalle unità militari alla fonda nei porti di Taranto e Brindisi. La Gioia potrebbe essere interrogato la prossima settimana. Gli investigatori sospettano che il militare abbia chiesto il 10 per cento dei profitti (che ammonterebbero a 150.000 euro) derivanti dal servizio svolto nell’ambito dell’appalto e non escludono il coinvolgimento di altre persone.

Sabato la Marina Militare ha divulgato una nota per chiarire che si lavora al fianco della magistratura. “La Marina Militare è al fianco della magistratura per debellare il fenomeno della corruzione a salvaguardia del personale che quotidianamente lavora con spirito di servizio e senso dello Stato”. E’ quanto si legge.

“I valori di trasparenza amministrativa e integerrimo portamento nella gestione delle risorse affidate alla Marina Militare per i suoi compiti istituzionali, rimangono punti fermi nell’ambito del quale gli organi tecnici e di sorveglianza della Forza Armata stanno esercitando la massima attenzione in collaborazione con le forze dell’ordine e l’Autorità Giudiziaria, Ordinaria e Militare”.