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Mafia, maxi sequestro di beni ad un imprenditore tarantino

Appartamenti, capitale sociale di due aziende e macchine, per un valore di oltre 5 milioni di euro, sono stati sequestrati all’imprenditore tarantino Girolamo Conte, quarantottenne che risiede in un centro della provincia di Modena.

La Dia di Bologna su disposizione del Tribunale di Taranto ha messo sotto chiave  capitale sociale e intero compendio aziendale della “Hammer Srl” con sede a Modena e specializzata  alla costruzione di edifici residenziali e  capitale sociale e intero compendio aziendale della “White Queen Srl”, sempre con  sede a Modena, specializzata nel noleggio di autovetture.

Sotto sequestro  decine di beni immobili, autovetture e svariati rapporti finanziari.

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo jonico, su proposta del direttore della Dia, Arturo De Felice,  nell’ambito di una articolata  strategia che mira ad aggredire i patrimoni  accumulati dalle organizzazioni mafiose. Gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Direzione investigativa antimafia di Bologna hanno riguardato anche familiari di Girolamo Conte le cui proprietà risultano comunque riconducibili allo stesso imprenditore tarantino, originario di Ginosa.

Sono stati eseguiti rigorosi accertamenti che hanno riguardato, per un arco temporale compreso tra il 1999 e il 2013, tutti i beni in qualunque modo riconducibili a Conte, allo scopo di documentare la netta sproporzione tra il patrimonio reale e quanto dichiarato ai fini delle imposte o dell’attività economia esercitata.

“L’operazione scattata oggi è la  conferma della solidità delle indagini patrimoniali eseguite – viene sottolineato in un comunicato   della Dia di Bologna-  in quanto si riferisce alla quasi totalità dei beni proposti e testimonia l’impegno profuso nel contrasto all’illecita accumulazione di ricchezze da parte delle organizzazioni mafiose”.