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Firme contro il “raddoppio” dell’Auchan a Cimino

“Negli ultimi 4 anni, soltanto a Taranto hanno chiuso circa 1.250 negozi. Se si pensa a quanti posti di lavoro sono andati perduti, si ha l’idea della desertificazione commerciale che sta segnando il Borgo”.

A snocciolare i dati, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina è stato il presidente provinciale della Confcommercio, Leonardo Giangrande. Con lui anche i presidenti delle delegazioni cittadine dell’Ascom, Floriana de Gennaro (Borgo); Giuseppe Spadafino (Montegranaro-Salinella), Lelio Fanelli (Solito Corvisea).

I vertici della Confcommercio hanno voluto, ancora una volta, esporre le ragioni del proprio dissenso rispetto al progetto che prevederebbe l’ampliamento dell’Auchan, all’interno del piano particolareggiato Cimino (comparto 3.2).

“Il nostro è un “no” motivato, perché negli ultimi quattro anni non è stato fatto nulla per riqualificare la città o per dare risposte concrete alle periferie che continuano ad essere abbandonate al proprio destino. Al Borgo, in questo lasso di tempo, sono state 1.250 i negozi chiusi. La portata dei posti di lavoro che sono andati persi non è paragonabile a nessun altra vertenze. Invece di parlare di una seria politica mirata alla riqualificazione dell’esistente si discute sull’opportunità di ampliare e addirittura raddoppiare l’Auchan. Negli ultimi anni, ben 16mila persone sono andate via dal Borgo. Questa, dalle mie parti, si chiama “desertificazione” – ha detto il presidente Giangrande. Non una sola voce si è levata dal mondo politico. Nel frattempo, nel 2011, il Consiglio comunale ha approvato un atto di indirizzo della Regione risalente al 2008: quel provvedimento dice che bisogna riqualificare, non ampliare”.

Quindi l’appello al sindaco Stefàno che “qualche mese si è detto contrario a questo progetto. Noi vogliamo che si esprima nuovamente. Ora basta. In questa città manca un progetto di mobilità urbana integrata, per le aree demaniali e per i parcheggi. Si parla solo di ampliare, non si capisce bene per quale motivo”.

Intanto partono le prime iniziative dei commercianti.

“Abbiamo avviato una raccolta di firme contro il raddoppio. Da oggi, nelle vetrine dei negozi, ci saranno i manifesti che spiegano la nostra linea. E’ il momento di bloccare sul nascere ogni ipotesi di ampliamento”.