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“Tagli a latte e scuole” per pagare i debiti dell’Amiu

“Mantenere, nel corrente esercizio finanziario, un attento e costante monitoraggio che coinvolga tutte le direzioni ed anche i servizi finanziari dell’ente, contenendo al massimo gli impegni di spesa e i pagamenti nel rispetto anche degli obiettivi programmatici previsti dal Patto di Stabilità per il corrente esercizio finanziario e cercando di massimizzare gli accertamenti e le riscossioni dell’entrata”.

Questo l’appello formulato dal sindaco Stefàno a tutti i dirigenti dell’amministrazione comunale. In una delibera (n. 40/2014) approvata qualche giorno fa dalla Giunta comunale, le motivazioni che hanno portato il Comune a varare la ricapitalizzazione dell’Amiu e la relazione dell’assessore al Bilancio (ovvero dello stesso Stefàno, che detiene la delega alle Risorse Finanziarie).

Nelle premesse si fa riferimento al documento stilato dal presidente dell’azienda, che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti per “non compromettere definitivamente la continuità aziendale, ma soprattutto per ripristinare, con decorrenza dall’anno 2016, l’equilibrio economico finanziario, che consentirebbe alla società di far fronte anche al pagamento dei debiti ancora in essere”.

La Giunta, lo scorso 7 novembre, ha approvato una delibera per “finanziare la maggior spesa per la ricapitalizzazione della società Amiu per un importo pari a 6,5 milioni di euro, necessario per la quota parte per ogni singolo esercizio, a partire da quello dell’anno 2013, per un numero complessivo di tre annualità”. Il provvedimento “ha indicato una serie di interventi di spesa da decurtare ai fini del finanziamento”.

Stefàno ha descritto, nel dettaglio, come farà a pagare la ricapitalizzazione dell’Amiu: “riduzione dei fitti passivi tramite utilizzo delle proprie strutture, il cui iter è in corso di attuazione (riduzione del 50% – 800mila euro); servizio di supporto agli uffici giudiziari (riduzione del 50% 214mila euro); manutenzione della segnaletica stradale (riduzione di 260mila euro da finanziarsi con i proventi del codice della strada); trasferimento alle autonomie scolastiche (riduzione del 100% – 170mila euro); contratto di servizio con società Infrataras (riduzione di 650mila euro in considerazione della normativa); servizi di manutenzione del verde e del patrimonio comunale ad oggi affidati ad Amiu e destinati ad essere appaltati sul libero mercato (riduzione del 30% – 1milione 510mila euro); trasferimenti nel settore del sociale per trasporto assistito disabili (riduzione del 50% 350mila euro); trasferimenti nel settore del sociale per assistenza e beneficenza pubblica (relativi a emergenza idrica, borse lavoro, contributi ai cittadini indigenti e contributi abitativi – riduzione del 50% 1milione 170 mila euro); servizi nel settore sociale per assistenza e beneficenza pubblica (rispettivamente a erogazione farmaci e erogazione latte formulato – riduzione del 50% 70mila euro; soggiorni vacanze e cura, ostello del viandante e del pellegrino, casa-rifugio per donne vittime della tratta, sportello per l’integrazione socio culturale, sportello per l’integrazione socio culturale degli immigrati (riduzione del 100% – 267mila euro)”.

Riguardo a quest’ultimo punto, nella relazione viene precisato che “la differenza tra le riduzioni di spesa per un importo complessivo di 5milioni 461mila euro e 6milioni 500mila euro pari a 1milione 39mila euro sarà recuperata con una attenta politica di valorizzazione del patrimonio dell’Ente, ed in particolare tramite la regolarizzazione dei fitti dovuti dai soggetti occupanti gli immobili di proprietà dell’Ente, nonché tramite le compensazioni con i crediti derivanti dalle dichiarazioni iva ed irap”.

La “manovrina” del Comune non ha lascito indifferente il dirigente dei Servizi Sociali che, come riportato in delibera “i tagli indicati non permettono un apporto finanziario quale cofinanziamento ai progetti relativi al Piano Sociale di Zona con il rischio reale di non poter accedere ai finanziamenti regionali che consentono di attendere alla maggior parte dei servizi relativi al welfare comunale, nel settore sociale per assistenza e beneficienza pubblica e per servizi indispensabili per la collettività”.

Con la stessa segnalazione è stato evidenziato “il disagio sociale avvertito da quella fascia di cittadini meno abbienti che sono oggetto di particolari attenzioni da parte dell’Amministrazione comunale proprio in relazione al loro status di indigenza che in questo contingente momento rappresentano la fascia di contribuenti e famiglie maggiormente esposto alla crisi che sta attraversando il Paese e, in modo particolare, la città di Taranto per le vicissitudini note anche a livello nazionale”.

Quindi la Giunta comunale delibera, fra le altre cose “di impartire gli ulteriori indirizzi e direttive al dirigente del servizio Finanziario al fine di individuare nuove risorse di entrata ed interventi di spesa, oltre a quelle già esistenti ed allocate nei vigenti documenti programmatori finanziari dell’ente, per superare le evidenti difficoltà; di formulare a tutti i dirigenti dell’ente i seguenti indirizzi: “Mantenere, nel corrente esercizio finanziario, un attento e costante monitoraggi che coinvolga tutte le direzioni ed anche i servizi finanziari dell’ente, contenendo al massimo gli impegni di spesa e i pagamenti nel rispetto anche degli obiettivi programmatici previsti dal Patto di Stabilità per il corrente esercizio finanziario e cercando di massimizzare gli accertamenti e le riscossioni dell’entrata”.