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Pesca di frodo e bombe, otto condanne

Otto condanne, di cui cinque con patteggiamento della pena, tre proscioglimenti e due rinvii a giudizio. E’ la sentenza del procedimento, svolto con il rito abbreviato, in cui è sfociata l’operazione Mare Nostro. Il blitz della Squadra Mobile della Questura riuscì a stroncare un giro di pesca di frodo.

Il gup Tommasino ha condannato a 5 anni di reclusione Cosimo De Pace; a 3 anni Giovanni Cardellicchio; a 3 anni e 6 mesi Massimiliano Padovano. Patteggiamento a 2 anni per Giacinto De Pace e Cosimo Pizzolla; 1 anno e 10 mesi per Amedeo Lupoli e Luciano Bello; 1 anno e 4 mesi per Angelo Fanigliulo. Due imputati sono stati rinviati a giudizio, dopo aver optato per il rito ordinario, tre invece i proscioglimenti.

Per confezionare le bombe usate per la pesca di frodo veniva usato un tipo di esplosivo denominato Anfo (dall’inglese ‘Ammonital nitrate fuel oil’), miscela di materiali facilmente reperibili sul mercato, cioè nitrato di ammonio (fertilizzante) e gasolio. Le bombe utilizzate per la pesca venivano fatte esplodere a ridosso della città, sotto il ponte Punta Penna, e in Mar Grande.

Nel corso dell’operazione, gli agenti della Mobile eseguirono anche un sequestro preventivo di una pescheria, di un magazzino, di un ingente quantitativo di prodotti ittici, un deposito annesso a un porticciolo e di due imbarcazioni a motore; sotto chiave finirono anche 150 chili circa di Anfo e alcune decine di detonatori già collegati a spezzoni di miccia idonea a bruciare in acqua. Le indagini, condotte con riprese filmate, appostamenti ed intercettazioni, vennero avviate da una segnalazione anonima.