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Buonasera

Cozze vendute per strada, “basta abusivi”

“Gentile Taranto BuonaSera, vi scrivo per trovare il modo di far arrivare a chi di dovere la mia voce. Desidero soffermarmi ancora una volta sulle molteplici attività illegali di questa città che, sono sotto gli occhi di tutti ma che di fatti nessuno vede…” E’ quanto scrive un lettore, Benito R., autore della segnalazione. Dalle doppie file agli abusivi. L’attenzione è rivolta soprattutto ai banchi di cozze che si incrociano per strada.

“Non voglio puntare il dito sui soliti abusivi che invadono le vie del centro con i loro prodotti contraffatti. Non voglio parlare dei gazebo che si trovano davanti a tante attività di ristoro, un pericolo per la sicurezza stradale (giova sottolineare che nessuno di questi rispetta le norme di segnalazione previste da codice della strada) oppure i diritti acquisiti di chi parcheggia in mezzo alla sede stradale. Basta farsi un giro in Corso Vittorio Emanuele III (lungomare) sempre le stesse auto sempre in mezzo alla sede stradale e sempre senza mai una contravvenzione. O, ancora, agli incroci dove è di fatto impossibile passare a piedi. Basta ad esempio vedere quello che avviene in via Liguria o piazza Messapia, giusto per citarne alcune”.

Ed ecco il punto. “Voglio parlare invece dei venditori di cozze. Nonostante il gran parlare (e in questa città è noto che si fa solo quello) sulla salubrità di questi prodotti in riferimento alla loro provenienza, ogni incrocio della città ha il suo bravo venditore di cozze abusivo. Parliamo di persone che oltre alla totale mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative, non posseggono nessun tipo di autorizzazione sanitaria. E su questo vorrei soffermarmi.

Dico, ci troviamo di fronte alla vendita di un prodotto alimentare, ma nonostante tutto si assiste alla sua commercializzazione su banchetti improvvisati sempre nelle immediate vicinanze di cassonetti dei rifiuti; ho notato più volte che usano spruzzatori per acqua riciclati da contenitori per sgrassatori o candeggina e tanto altro ancora che fa venire i brividi.

Ora, mi chiedo, come si fa a tollerare una situazione del genere. Ma la salute pubblica non è messa in conto da nessuno? E poi… come fanno le persone a comprare un prodotto alimentare in simili condizioni?”.

C’è da aggiungere un’ultima considerazione: il fenomeno non fa neanche onore al buon prodotto tarantino e a chi si attiene alle regole.

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