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Bancarotta fraudolenta della Serenissima, 4 ai domiciliari

Gli Agenti della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale, diretta dal Dr. Antonio Calcagni, hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute a vario titolo responsabili di bancarotta fraudolenta per distrazione, di falso e truffa in danno dello Stato.

Le persone coinvolte sono Giacomo Gaudio, di 60 anni, sua moglie Francesca Nisio, di 57 anni; Luigi Soppressa, originario della provincia barese, di 48 anni e Achille Zizzi, di 58 anni. A tutti e quattro sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Una quinta persona, anch’essa destinataria del medesimo provvedimento restrittivo, non è stata ancora rintracciata perché risulta attualmente all’estero.

Le indagini sono partite nel lontano 2007 a seguito di numerose segnalazioni di irregolarità amministrative nella gestione de “La Serenissima” a quel tempo uno dei più grandi Istituti di Vigilanza della Provincia Jonica.

Nel corso di lunghe e meticolose indagini, le cinque persone destinatarie delle misure cautelari sono risultate fat parte a vario titolo del suddetto istituto di vigilanza all’interno del quale ricoprivano importanti cariche sociali. Avevano escogitato mediante abili artifizi contabili, ed anche attraverso una costante distrazione di beni di proprietà della Serenissima, una serie di operazioni volte a svuotare gradualmente le casse della loro società che nel gennaio 2012 venne poi dichiarata fallita.

L’intento era spostare tutto il “Know-How” e tutte le risorse sia finanziarie che strutturali della società in un neocostituito Istituto di Vigilanza la “Se.Pro” che di fatto dava continuità alle prestazioni offerte ai clienti della “Serenissima” senza però sostenerne spese ed oneri.

Inoltre, secondo quanto accertato dagli Agenti della Divisione di Polizia Amministrativa, gli inquisiti avevano imposto le dimissioni ai dipendenti della “Serenissima” per poi assumerli nel nuovo Istituto di Vigilanza, usufruendo così di tutti gli sgravi fiscali per i neo assunti in modo tale da far apparire che tra le due società, quella fallita e quella di nuova costituzione, non ci fosse alcun legame.

Tutto questo vorticoso giro di false assunzioni ha provocato nel corso degli anni un danno erariale di svariati milioni di euro. E’ stato disposto inoltre  il sequestro preventivo della Società e di tutti i suoi beni mobili registrati.