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Fulvio, aperta un’inchiesta per omicidio colposo

C’è un’inchiesta sulla morte di Fulvio Fanigliulo, il noto edicolante di 35 anni, travolto dal portellone laterale di un bus extraurbano e deceduto dopo otto giorni di agonia.  La Procura tarantina ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo. In tribunale saranno inviati i risultati dei rilievi eseguiti dalla Polizia Locale in via Pacoret di Saint Bon, nei pressi dell’arsenale della Marina Militare, il luogo in cui il primo aprile scorso è avvento il terribile incidente.

Da una prima ricostruzione sulla dinamica dell’incidente lo sfortunato ciclista è stato colpito al collo dal portellone laterale del pullman.

L’impatto particolarmente violento gli ha procurato gravissime lesioni alle vertebre cervicali con un conseguente arresto cardiaco. I primi soccorsi con l’arrivo dei sanitari del “118”, la corsa all’ospedale “Ss. Annunziata”.

L’arrivo dell’ambulanza è  tempestiva e a bordo ci sono i defibrillatori. Viene trasportato a tempo di record al nosocomio di via Bruno.
Fulvio, che è in coma, viene ricoverato nella sala di rianimazione ma, purtroppo, dopo poco più di una settimana di agonia, muore. Al nosocomio di via Bruno dopo l’ok dato dell’apposita commissione, l’altro ieri è avvenuto l’espianto degli organi.

Cornee, reni, fegato e cuore, faranno rivivere altre persone. Fulvio Fanigliulo amava andare in bicicletta e questa passione gli è stata, purtroppo, fatale.

Molto conosciuto in città per la sua attività di edicolante  e di educatore sociale (a San Giovanni Bosco) negli ultimi tempi aveva deciso di alleggerire il suo carico di lavoro per dedicare più tempo alla famiglia, alla moglie, al figlio e al nuovo bimbo in arrivo.

Attento al sociale è stato il punto di riferimento per tante famiglie che abitano al Borgo.

Aveva fatto l’edicolante in via Pupino, poi aveva aperto la stessa attività all’interno dello stabilimento di Lido Gandoli.