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Il dramma di Sara: la medicazione, poi la morte

Venerdì mattina era in clinica, alla Bernardini, per l’ennesima medicazione a quella ferita da taglio cesareo da dove usciva del pus.

Ventiquattr’ore dopo è morta, in un letto d’ospedale della Rianimazione del Santissima Annunziata, con i medici che non hanno potuto far nulla per salvarla. Si può morire anche così, nel 2014, in Italia. Perchè è così che è morta Sara Sardella, 22 anni, di Statte, da un mese mamma di una bella bambina.

Per capire come sia stato possibile e vedere se e quali responsabilità ci sono, in questa maledetta storia, indaga la Procura. Il fascicolo d’inchiesta aperto dopo la denuncia ai carabinieri, presentata sabato pomeriggio dal marito di Sara, è affidato al pubblico ministero dottoressa Lucia Isceri. Sarà il magistrato, in queste ore, ad affidare l’incarico al medico legale per l’esecuzione dell’autopsia; conte-stualmente potrebbero partire le prime informazioni di garanzia, passaggio dovuto in un iter giudiziario che già si annuncia complesso.

Proprio l’esame autoptico sarà determinante, in questa ricerca della verità in cui tutti dovranno essere rigorosi per garantire giustizia ad una giovane mamma che non c’è più, ad una bimba innocente, ad un marito, e padre, distrutto dal dolore, e a tutti i familiari della povera Sara. La stessa famiglia ha nominato l’avvocato Marina Venezia perchè la assista dal punto di vista giuridico.

Nella denuncia ai carabinieri, il marito di Sara ha spiegato cosa è successo dopo la nascita di Jennifer, figlia sua e della donna che amava. Gli elementi certi, nel dramma che ha sconcertato la comunità stattese e non solo, sono questi. Prima del parto, non risultano patologie pregresse o particolari problemi di salute per la ragazza, che avrebbe dovuto partorire naturalmente. Il 4 marzo c’è il ricovero, ma successivamente si opta per il cesareo. Jennifer nasce l’8 marzo, dopo i canonici tre giorni Sara Sardella viene dimessa.

Ma – secondo quanto ricostruito nella denuncia presentata sabato pomeriggio alla caserma dei carabinieri di viale Virgilio – la giovane mamma accusa problemi alla ferita, da cui esce del pus. Si sottopone a delle medicazioni, sempre alla clinica Bernardini, dove ha dato alla luce la sua prima figlia. L’ultima, di queste medicazioni, avviene venerdì mattina, nella struttura sanitaria privata di Taranto 2. Poi, le cose precipitano. Sabato, alle 13, Sara Sardella, moglie e madre, giovane, bella, una vita davanti a sè da dedicare al marito che amava ed alla figlia che da quell’unione era nata, è morta. Al Santissima Annunziata era arrivata già intubata, ed in condizioni critiche. Capire come e perchè sia stato possibile, spetta adesso alla magistratura.