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L’isola ecologica è diventata una discarica

L’isola ecologica è diventata una discarica. Questa la denuncia del presidente del Comitato di quartiere Taranto 2, Giovanni Tufo, che qualche giorno fa ha preso carta e penna per scrivere una lettera all’assessore all’Ambiente, Salute e qualità della vita, Vincenzo Baio.

«Il lungo percorso intrapreso insieme ci ha visto festeggiare i primi successi per il centro di raccolta in via Golfo di Taranto con la conferenza stampa “L’isola che non c’era” del 5 dicembre, durante la quale sono state affrontate problematiche importanti e proposte soluzioni costruttive sulla raccolta e gestione dei rifiuti. Ora constatiamo con profondo rammarico che attualmente le condizioni igieniche, di decoro urbano e servizi della zona limitrofa alla fantomatica isola ecologica sono estremamente compromesse: la rete di recinzione installata a delimitazione della zona risulta divelta in più punti; chiunque desidera o nè ha l’esigenza, continua inesorabilmente a depositare materiale di ogni tipo e dimensione a ridosso della rete di recinzione; la zona limitrofa necessita di una accurata pulizia e decespugliamento; piantumazione di piante, alberi e fiori che abbelliscano e esaltino il decoro urbano della zona; potenziamento sistema di illuminazione stradale di tutta la zona, attualmente diversi lampioni sono spenti e quelli funzionanti erogano una scarsa luce fioca».

L’assessore Baio non è rimasto a guardare. Due giorni dopo ha scritto ad Amiu e Polizia Locale per sollecitare un intervento. «La zona fu recintata, ripulita e con l’attivazione di una telecamera gestita dalla Polizia Locale, sottoposta ad un attento controllo, per cui quello scempio che era stato documentato con foto e quindi oggetto della segnalazione fu eliminato. Oggi, a distanza di mesi, ricevo ancora una segnalazione da parte del presidente del Comitato Taranto Due. Facendo mia la delusione dei cittadini di quel quartiere per l’inciviltà di alcuni e condividendo in pieno le loro richieste, chiedo in tempi non brevi ma brevissimi un intervento delle strutture che dirigete al fine di migliorare l’efficienza funzionale della zona».

A distanza di tre giorni, arriva la nota di risposta del dirigente dell’Amiu, Egidio Durante. «Da un sopralluogo effettuato dal nostro personale risulta che la rete di recinzione divelta in più punti non è quella che delimita la proprietà comunale ma quella che delimita l’impianto del “gommapark”. All’interno di quell’area è stata riscontrata la presenza di rifiuti di varia natura provenienti da scarichi abusivi. Trattandosi di una attività privata e chiusa al pubblico da tempo, l’Amiu è impossibilitata ad intervenire».