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Sette chili di eroina, ma il processo è da rifare

S.GIORGIO – Condanna annullata in appello, dopo un verdetto di primo grado che aveva sancito una condanna a 15 anni di reclusione.

Protagonista, l’albanese Adrian Vaka, residente da anni a San Giorgio. Proprio nel comune ionico venne rinvenuta una Punto che conteneva una grossa partita di droga. A bordo dell’autovettura, nascosti sotto il sedile posteriore, venivano rinvenuto ben 20 panetti contenenti 7 kg di eroina purissima, un dei più grossi sequestri operati nella zona.

Le indagini portarono all’arresto del proprietario dell’autovettura, B. F., incensurato di Carosino, e di Vaka. L’albanese venne scarcerato già dal Tribunale delle Libertà che ritenne non idonei gli elementi di indagine a ritenerlo il destinatario di quella ingente partita di droga. Ma dopo l’esame dibattimentale dei testimoni e l’acquisizione di nuove prove nel corso del processo, il Tribunale di Taranto, condannò Vaka a ben 15 anni di reclusione.

Subito dopo la sentenza fu emesso ordine di cattura nei confronti dell’uomo, sulla scorta della pena erogata che lasciava presagire il rischio di fuga. In verità Vaka fu rinvenuto sempre nel territorio locale, e risultò che non aveva mai lasciato la provincia jonica.

L’imputato dopo circa un anno di carcere ha atteso il giudizio di appello. In questa sede, difeso dagli avvocati Salvatore Maggio e Luigi Danucci, per Vaka il verdetto è cambiato. La Corte, presidente dr. Tronci, ha annullato la sentenza di primo grado, disponendo che il processo sia interamente da rifare per un cavillo sollevato dai difensori. Vaka, su istanza degli avvocati Luigi Danucci e Salvatore Maggio, è ritornato in Libertà e pur avendo patito una iniziale condanna a 15 anni è stato immediatamente scarcerato.