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Matteo Di Giorgio alla sbarra, la requistoria del Pm

Al via la requisitoria del Pm Laura Triassi nel processo nei confronti dell’ex pm tarantino Matteo Di Giorgio,  che si sta celebrando al tribunale di Potenza. 

L’ex magistrato, che è difeso dall’avvocato Francesco Cimadomo e che è stato sospeso cautelativamente dal Csm, risponde di concussione e corruzione in atti giudiziari.

Nel novembre del 2010 Matteo Di Giorgio fu arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Potenza.

L’allora Pm finì ai “domiciliari”  al termine di un’inchiesta avviata due anni prima. I militari dell’Arma  avevano iniziato ad indagare dopo una serie di denunce presentate da cittadini che si ritenevano danneggiati dal magistrato. Le indagini avevano consentito di accertare che Di Giorgio avrebbe compiuto atti contrari al suo ufficio.

Nel provvedimento restrittivo il gip ha scritto che ì ha tentato di esercitare il suo potere di influenzare o modificare le indagini a suo carico. “Le intercettazioni telefoniche- sottolinea il giudice-  hanno consentito di rilevare come stia particolarmente a cuore al magistrato che la questione di Loreto (ex sindaco di Castellaneta)  avuta il 27 e 28 maggio 2007, per diatribe politiche,  volga a suo vantaggio mediante l’avvicinamento dei testimoni”. 

Secondo l’accusa Di Giorgio, abusando della sua qualità di pubblico ministero, avrebbe minacciato di un “male ingiusto” un consigliere comunale di Castellaneta, costringendolo a dimettersi per provocare lo scioglimento del consiglio comunale e assumere una funzione di guida politica di uno schieramento. L’ex sindaco  Rocco Loreto e un imprenditore si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Fausto Soggia.