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Authority a rischio, il no dei sindacati

Netto e deciso il no dei sindacati all’ipotesi di una unica Autorità Portuale pugliese.

I tagli del governo Renzi rischiano di intaccare l’area ionica. Taranto potrebbe sacrificarsi ancora a vantaggio di Bari.

Cgil, Cisl e Uil rigettano la proposta ed impegnano i parlamentari ed i consiglieri regionali, ma più in generale la politica ionica, a non perde un’altra importante struttura come, appunto, l’Autorità Portuale. Potenzialmente più fiorente e di dimensioni più grandi rispetto agli altri porti pugliesi, quello di Taranto rischierebbe di venire meno. E con esso un’esperienza ultradecennale maturata nel territorio grazie a strategie di sviluppo a valenza territoriale, ma inquadrabili in un’ottica di sistema trasportistico regionale e persino nazionale, europeo e mondiale.

Le segreterie territoriali delle tre sigle sindacali si oppongono e avanzano una soluzione alternativa.

“Opportuna – osservano le sigle sindacali – sarebbe certamente una razionalizzazione del settore, in un quadro di riequilibrio generale dei sistemi trasportistici ma altrettanto ragionevole sarebbe adottare una soluzione per la Puglia di due Authority, una nel “Core port” di Taranto, che è terzo in Italia per volume di traffici e l’altra  in quello di Bari, in conseguenza delle caratteristiche che storicamente distinguono le due infrastrutture, industriali la prima, commerciale e passeggeri la seconda”.

Cgil, Cisl e Uil, premesso anche il ruolo strategico dello scalo ionico che appare ulteriormente accresciuto dalla prospettiva dei collegamenti intermodali con il nascente polo dell’aerospazio e della trasportistica cargo, recentemente decretato dalla Regione Puglia, considerano e valorizzano tutto questo vissuto come addizionale a politiche che solo un’Autorità Portuale di Taranto e a Taranto potrebbe garantire,  in direzione di un nuovo sistema di Reti a dimensione Macroregionale Ionico-Adriatica, nonché di attenzione e di apertura qui da tempo agite alle economie emergenti dei Paesi non europei del Mediterraneo – Nord Africa e Asia Minore in primis – oltreché a quelle dell’Estremo Oriente.

Le organizzazioni sindacali impegnano, dunque, la politica, i parlamentari ed i consiglieri regionali che sono espressione del territorio e il Governo regionale pugliese a sostenere la riconferma dell’Authority di Taranto nell’imminente confronto con il Ministero dei Trasporti e Infrastrutture e, conseguentemente, con l’Unione Europea.