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Trovate le armi dei killer della strage di Palagiano

Una pistola ed un fucile. Per ora, dalle strettissime maglie del riserbo, esce solo questo, senza conferme nè smentite. Sarebbero le armi usate dai killer nella ‘strage di Palagiano’.

Armi trovate nelle vicinanze della Opel Astra che, per gli inquirenti, gli assassini avrebbero utilizzato per inseguire ed affiancare, sul raccordo della 106, la Daewoo Matiz rossa guidata da Carla Maria Fornari, e dalla quale sono partiti i colpi che hanno ucciso la donna, 30 anni, il compagno Mimmo Orlando, 43 anni, e il piccolo Domenico, tre anni da compiere ad agosto.

L’Astra è trovata completamente bruciata a Chiatona, un chilometro circa dal luogo dell’agguato. E’ risultata rubata in uno dei grandi parcheggi dell’Ilva, qualche giorno prima della maledetta sera della mattanza che ha indignato l’Italia; apparteneva a un dipendente del siderurgico, residente a San Giorgio Ionico. L’operaio aveva denunciato il furto nei giorni precedenti la strage.

Gli investigatori coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce, che dal 17 marzo – sera della strage – indagano senza sosta, avrebbero poi puntato le loro attenzioni anche su un’altra auto sospetta. Gli uomini del Ros e dello Sco, inviati da Roma, hanno lavorato anche nei giorni di festa per assicurare alla giustizia gli autori di una pagina di mafia con pochi precedenti, per brutalità ed efferatezza. Ad esprimere il suo sdegno anche papa Francesco, che ha ricordato il piccolo Domenico, vittima incolpevole come i suoi fratelli, di sette e sei anni. Loro si sono salvati, per caso, o per miracolo. Ma hanno ferite che non guariranno mai. Si trovavano nel sedile posteriore della Matiz, e con i loro occhi di bambini hanno assistito alla morte della mamma, del fratellino e di chi, Orlando, gli faceva da papà. Anche il padre naturale è stato ammazzato, nel 2011, quando Carla era incinta.