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Ora rubano anche i tubi dell’acquedotto

MANDURIA  – I predoni del ferro ora si rubano anche le condutture degli acquedotti.  

Un furto audace  di materiale ferroso è stato portato a termine da sconosciuti in contrada “Ponsignore”, alla periferia della cittadina messapica.

L’intera tubatura che era interrata ad una profondità di oltre un metro e che faceva  parte di una vecchia condotta idrica in disuso, è stata portata via nei giorni scorsi da professionisti. 

Gli autori che hanno agito indisturbasti, anche in pieno giorno, hanno utilizzato grossi mezzi meccanici per lo scavo e per il trasporto del ferro. I grossi tubi che potrebbero contenere materiale pericoloso che non viene non più impiegato nelle nuove condutture, hanno un diametro di circa trenta centimetri.

L’operazione non è però passata del tutto inosservata.

Della incursione che è durata per un bel pezzo si stando infatti occupando gli agenti di polizia del commissariato di Manduria che hanno avviato le indagini per risalire ai proprietari della condotta depredata.

Le ricerche che sono coordinate dal commissario Francesco Correra, potrebbero riservare sviluppi a breve. Resta il giallo sulla proprietà di quel bene abbandonato e non più in uso da parecchi anni. Di primi accertamenti è emerso che nessuno degli enti interpellati ha riconosciuto la sua esistenza: sia il Comune di Manduria, sul cui territorio insiste la linea idrica, sia l’Acquedotto pugliese, la Provincia,  la Regione Puglia e il Consorzio Arneo, hanno disconosciuto l’appartenenza. Gli agenti di polizia sono ancora alla ricerca di un ente che possa denunciare il clamoroso furto.

Resta quindi il mistero di centinaia di metri lineari (quasi un chilometro) di tubo destinati al recupero ferroso mentre sul posto rimane lo squarcio del lungo e profondo scavo lasciato aperto e i segni dei mezzi pesanti  che in alcuni casi hanno danneggiato irrimediabilmente la vegetazione circostante.

I predoni del ferro e del rame fino ad ora avevano preso di mira cabine dell’Enel, stazioni ferroviarie, aziende in disuso, abitazioni private e addirittura cimiteri ma mai le reti idriche.